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Autore Discussione: «Lavorate e basta»  (Letto 1181 volte)
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« inserito:: Novembre 10, 2014, 22:31:10 »

il manifesto
Adriana Pollice, NAPOLI , 8.11.2014


«Lavorate e basta», la voce del padrone al Centro Poste Italia

Il Cen­tro smi­sta­mento cor­ri­spon­denza delle Poste Ita­liane di Napoli è il più grande del mez­zo­giorno, ci lavo­rano 700 per­sone su tre turni, il lavoro è par­zial­mente mec­ca­niz­zato: si tratta di sol­le­vare casse pesanti di cor­ri­spon­denza che va lavo­rata soprat­tutto a mano.

Pro­prio come gli ope­rai in fab­brica, nel capan­none di via Gali­lea Fer­ra­ris in molti sof­frono di pato­lo­gie alla schiena e agli arti. I motori delle attrez­za­ture svi­lup­pano un rumore costante ai limiti dei deci­bel con­sen­titi, così dopo 7 ore e mezza di lavoro ti senti la testa che si spacca. Natu­ral­mente non c’è solo il rumore ma anche la cat­tiva illu­mi­na­zione, la pol­vere gene­rata dalla carta, i bagni in con­di­zioni igie­ni­che pre­ca­rie e il calore dei motori.

Calore che lo scorso giu­gno è diven­tato insop­por­ta­bile quando si sono rotti i con­di­zio­na­tori. «Più volte ho chie­sto ai diri­genti che si ponesse rime­dio al pro­blema. Come suc­cede ogni volta, mi hanno rispo­sto ‘abbiamo fatto la segna­la­zione, adesso lavo­rate’» così Anto­nio D’Alessandro è tor­nato a lavo­rare ma il 10 giu­gno si è sen­tito male, i sani­tari del 118 lo hanno por­tato all’ospedale Loreto mare dove gli hanno refer­tato aste­nia dovuta alla forte sudo­ra­zione e tachi­car­dia. Tre giorni a casa e poi di nuovo a lavoro, senza con­di­zio­na­tori. «Il 17 mi sono sen­tito male di nuovo, sono andato in bagno come con­si­gliato dai medici per bagnare polsi e nuca e poi sono uscito a respirare».

Dopo un mese arriva la let­tera di con­te­sta­zione da parte di Poste ita­liane e il primo ago­sto il prov­ve­di­mento disci­pli­nare: dieci giorni di sospen­sione senza stipendio.

«Le con­di­zioni di lavoro al Cen­tro di smi­sta­mento stanno diven­tando impos­si­bili – rac­conta D’Alessandro – nell’ultimo mese ci sono stati tre infor­tuni. Due set­ti­mane fa una mia col­lega si è sen­tita male: il capo­re­parto l’ha ves­sata per otto giorni di fila facen­dole pres­sioni con­ti­nue, all’ennesimO epi­so­dio ha avuto una crisi, abbiamo dovuto chia­mare il 118 che le ha riscon­trato uno stato d’ansia. Qual­siasi cosa segna­liamo la rispo­sta è ‘lavo­rate’. Il mio caso è emble­ma­tico del clima di inti­mi­da­zione che si è instau­rato nel silen­zio dei sindacati».

Cosa con­te­sta l’azienda a D’Alessandro? Il 17 giu­gno tra le 21.20 e le 22.45 i respon­sa­bili del Cmp, della pro­du­zione e delle risorse umane hanno fatto un con­trollo e segnato Anto­nio assente dall’intera strut­tura nono­stante avesse rego­lar­mente tim­brato l’uscita alle 22.15. «Ha gene­rato un pro­cesso ope­ra­tivo dif­forme dalle leggi e dalle regole azien­dali, pre­giu­di­cando oltre la rego­la­rità del ser­vi­zio anche l’immagine della Società Poste Ita­liane» scri­vono. «Non ero andato via, ero sem­pli­ce­mente in bagno per ‘atti­vità di tutela della mia salute’. Finito il mio turno, ho tim­brato. Il prov­ve­di­mento che mi hanno com­mi­nato è appena un gra­dino sotto il licen­zia­mento e si tra­duce in un taglio del mio sti­pen­dio di circa 1.200 euro. Ho fatto oppo­si­zione, l’azienda sa che non ha prove per soste­nere una causa ma il mes­sag­gio che dà ai mie col­le­ghi è non vi lamen­tate per­ché intanto vi col­piamo e pagare gli avvo­cati per noi non è un problema».

Il caso è appro­dato al Senato, con una inter­ro­ga­zione pre­sen­tata dagli espo­nenti di Sel Giu­seppe De Cri­sto­faro e Gio­vanni Baroz­zino, e poi a Bru­xel­les a set­tem­bre attra­verso l’eurodeputata Eleo­nora Forenza.

D’Alessandro ha impu­gnato il prov­ve­di­mento al Tri­bu­nale del lavoro.
http://ilmanifesto.info/lavorate-e-basta-la-voce-del-padrone-al-centro-poste-italia/
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