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Autore Discussione: Incaricato di pubblico serivizio o no?  (Letto 3652 volte)
0 utenti e 1 Utente non registrato stanno visualizzando questa discussione.
Iorio
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« inserito:: Ottobre 28, 2018, 16:57:01 »

Il dipendente di un ufficio postale, ai fini di legge, é una persona incaricata di pubblico servizio o no? A tal propostito, se un cliente rilascia e firma dichiarazioni su stati personali non veritieri, che succede?
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fr@ncy
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« Risposta #1 inserito:: Ottobre 28, 2018, 18:09:56 »

Parli delle autocertificazioni  che possiamo accettare X Legge??Nell'ambito di operazioni che si svolgono   per i servizi espletati..
Il cliente se ne assume la responsabilita'.

E comunque   non ho ben capito...siamo una banca certo  siamo un azienda che offre servizi..finanziari
 pubblico servizio fino ad un certo punto
La fermata dell'autobus  l asl sono  + avanti...

« Ultima modifica: Ottobre 28, 2018, 18:15:29 da fr@ncy » Registrato
Iorio
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« Risposta #2 inserito:: Ottobre 28, 2018, 21:40:41 »

Non mi riferisco alle autocertificazioni (in quelle è ben specificato che si va incontro a conseguenze penali) ma ad altri tipi di dichiarazioni scritte e firmate dal cliente, in cui non viene menzionata nessuna conseguenza penale in caso di dichiarazioni mendaci. Naturalmente, la responsabilità è di chi firma e dichiara, ma vorrei capire se un dipendente postale rientra nell'art. 496 cod. pen. (persona incaricata di servizio pubblico) o no.
« Ultima modifica: Ottobre 28, 2018, 21:41:11 da Iorio » Registrato
Angelo64
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« Risposta #3 inserito:: Ottobre 28, 2018, 23:13:49 »

  ma vorrei capire se un dipendente postale rientra nell'art. 496 cod. pen. (persona incaricata di servizio pubblico) o no.

Si/No, dipende dal servizio svolto.

Ci sono alcuni servizi finanziari per i quali svolgiamo la funzione di incaricati di pubblico servizio e mi riferisco al risparmio postale, agli F24 e a tutti quei bollettini per i quali la clientela versa i tributi.

Ti consiglio di leggere questa sentenza: Cassazione penale, sez. VI, sentenza 06/03/2017 n° 10875

http://neldiritto.it/appgiurisprudenza.asp?id=14342#.W9Yz4_ZFxjo

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Voltoumano
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« Risposta #4 inserito:: Ottobre 29, 2018, 10:38:40 »

Perché la vendita del risparmio postale Angelo?
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« Risposta #5 inserito:: Ottobre 29, 2018, 16:51:18 »

Perché la vendita del risparmio postale Angelo?

Il risparmio postale, ossia i libretti ed i BFP, è emesso da Cassa depositi e prestiti S.p.A. e garantito dallo Stato italiano.
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« Risposta #6 inserito:: Ottobre 29, 2018, 17:18:46 »

CDP, è una società privata, non è pubblica amministrazione.
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« Risposta #7 inserito:: Ottobre 29, 2018, 17:19:36 »

https://www.studiocataldi.it/guide_legali/pillole/l-incaricato-di-pubblico-servizio.asp
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Angelo64
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« Risposta #8 inserito:: Ottobre 29, 2018, 21:33:27 »

  CDP, è una società privata, non è pubblica amministrazione.

Ma il risparmio postale è garantito dallo Stato.
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« Risposta #9 inserito:: Ottobre 30, 2018, 01:48:59 »

In quel caso, in sentenza, si parla di Bancoposta. Comunque, per esempio, in tema di successione, se un cittadino in ufficio postale dichiara e firma il modulo di esonero della successione all'AgE, quando invece magari è tenuto a farla, cosa rischia e a cosa va incontro?
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Angelo64
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« Risposta #10 inserito:: Novembre 01, 2018, 08:55:13 »

in tema di successione, se un cittadino in ufficio postale dichiara e firma il modulo di esonero della successione all'AgE, quando invece magari è tenuto a farla, cosa rischia e a cosa va incontro?

Chi al TSC lavora la pratica di successione è tenuto a chiedere il nullaosta all'Agenzia delle Entrate e se quest'ultima nega tale consenso l'intera pratica viene restituita all'UP. Se invece la pratica passa e successivamente l'Agenzia delle Entrate nei suoi controlli verifica tale mancanza diventa un problema per lo più oneroso con una cartella esattoriale bella pesante.
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« Risposta #11 inserito:: Novembre 01, 2018, 16:00:33 »

Chi al TSC lavora la pratica di successione è tenuto a chiedere il nullaosta all'Agenzia delle Entrate e se quest'ultima nega tale consenso l'intera pratica viene restituita all'UP. Se invece la pratica passa e successivamente l'Agenzia delle Entrate nei suoi controlli verifica tale mancanza diventa un problema per lo più oneroso con una cartella esattoriale bella pesante.

Quindi, firmando l esonero della successione in ufficio postale, non rischierebbe il penale per l art. 496 c.pen.?
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