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Autore Discussione: Dimissioni Volontarie Osp Indeterm: come agire  (Letto 2250 volte)
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Pupa91ct
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« inserito:: Dicembre 05, 2021, 20:35:08 »

Buonasera a Tutti,
sono una OSP assunta nel 2020 in Liguria con contratto a tempo indeterminato PT.
Sono originaria della Sicilia, in Liguria per seguire il mio futuro marito, anch'esso siciliano.
Lui fa parte di una forza armata e qualche mese fa ha ottenuto il trasferimento in Sicilia.

Io sono rimasta qui in Liguria sperando nella mobilità nazionale ma....ho obiettivamente constatato che non è possibile raggiungere la mia terra se non fra diversi (10,15) anni.
Ho parlato con un sindacato, il quale non mi ha dato speranze, non si è interessato più di tanto al mio caso, mi ha semplicemente detto che avrei dovuto quantomeno sposarmi il prima possibile e poi avere le spalle "coperte da qualcuno", cosa che ovviamente non ho, per avere qualche possibilità.......altrimenti il trasferimento era quasi impossibile.
Avevo anche pensato di cambiare mansione e passare a SCF (mi era stato proposto!) ma, anche se la situazione era migliore a livello di mobilità nazionale, era comunque un terno al lotto....ed io non potevo rischiare di perdere del tempo....

Pertanto ho iniziato a guardarmi in giro, e ad oggi ho ottenuto un'offerta di lavoro in Sicilia a tempo indeterminato.

Come devo muovermi? Consigliate di andare a parlare alle risorse umane prima di rassegnare le mie dimissioni tramite Ministero del Lavoro?
Altre domande: il preavviso per dimissioni è di un mese (così è scritto nel nostro CCNL)...parte da giorno 1 o da giorno 16...le ferie vengono conteggiate nel periodo di preavviso o non rientrano nel computo del preavviso?

Se avete altri consigli da darmi sono ben accetti...

Mi spiace lasciare l'azienda che mi ha dato diverse opportunità e mi avrebbe anche fatto crescere...a livello di mansioni, livelli, etc...
ma purtroppo la gestione dei trasferimenti è davvero complicata...pensavo che fosse difficile nelle forze armate, ma qui lo è ancora di più...
Mea culpa, però, non ho mai chiesto...non ho mai parlato a viso aperto con la mia filiale di riferimento per chiedere se ci fosse un modo per aiutarmi
Secondo voi, avrei ottenuto qualcosa parlando con l'azienda?
Leggevo, in qualche altro post, di qualcuno che con la mia stessa problematica, parlando con l'azienda, ha ottenuto una risoluzione consensuale del contratto o comunque un "incentivo" al licenziamento..
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Benito28
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« Risposta #1 inserito:: Dicembre 09, 2021, 13:24:48 »


Leggevo, in qualche altro post, di qualcuno che con la mia stessa problematica, parlando con l'azienda, ha ottenuto una risoluzione consensuale del contratto o comunque un "incentivo" al licenziamento..

In linea di massima:
Cosa spetta al lavoratore nel caso di dimissioni pure e semplici
Nei riguardi  lavoratore che decide di dimettersi, il datore di lavoro ha degli obblighi cui assurgere. In primis deve versare tutti gli stipendi che fino a quel momento il lavoratore ha maturato e non riscosso. Inoltre nel caso in cui il lavoratore va via in corso di mese, ha diritto alla parte del mese lavorato (5, 10, 15, 20 gg a seconda del caso). Che poi il dipendente abbia deciso volontariamente di andar via, questo non vuol dire che non devva percepire il TFR. Il trattamento di fine rapporto viene accumulato nel corso degli anni di servizio, per cui ad ogni lavoratore dimesso, licenziato o pensionato spetta la riscossione di questa cifra. Se il lavoratore non si dimette per giusta causa, non ha tuttavia diritto all’assegno di disoccupazione.

Obblighi del lavoratore
Doveroso evidenziare in tal sede che il lavoratore ha il solo obbligo di rispettare il tempo di preavviso intercorrente tra le dimissioni e il reale momento in cui non lavorerà più. Nel mentre dunque trascorre questo lasso di tempo (concesso all’azienda per trovare un sostituto e non rimanere dunque scoperto da quella mansione), il lavoratore è tenuto a lavorare e a ricoprire il suo ruolo rispettando i classici obblighi e doveri scaturenti dalla mansione avente in seno all’azienda.

Personalmente tuttavia ti consiglio la risoluzione consensuale

Anni di servizio?
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"Quando si suona della buona Musica la gente non ascolta e quando si suona della cattiva musica la gente non parla. Non parlo mai quando vi è Musica, se è buona. A chi ode cattiva musica incombe il dovere di soffocarla sotto la conversazione."
[Oscar Wilde]
Osvaldino
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« Risposta #2 inserito:: Dicembre 09, 2021, 15:18:12 »

Buonasera a Tutti,
sono una OSP assunta nel 2020 in Liguria con contratto a tempo indeterminato PT.
Sono originaria della Sicilia, in Liguria per seguire il mio futuro marito, anch'esso siciliano.
Lui fa parte di una forza armata e qualche mese fa ha ottenuto il trasferimento in Sicilia.

Io sono rimasta qui in Liguria sperando nella mobilità nazionale ma....ho obiettivamente constatato che non è possibile raggiungere la mia terra se non fra diversi (10,15) anni.
Ho parlato con un sindacato, il quale non mi ha dato speranze, non si è interessato più di tanto al mio caso, mi ha semplicemente detto che avrei dovuto quantomeno sposarmi il prima possibile e poi avere le spalle "coperte da qualcuno", cosa che ovviamente non ho, per avere qualche possibilità.......altrimenti il trasferimento era quasi impossibile.
Avevo anche pensato di cambiare mansione e passare a SCF (mi era stato proposto!) ma, anche se la situazione era migliore a livello di mobilità nazionale, era comunque un terno al lotto....ed io non potevo rischiare di perdere del tempo....

Pertanto ho iniziato a guardarmi in giro, e ad oggi ho ottenuto un'offerta di lavoro in Sicilia a tempo indeterminato.

Come devo muovermi? Consigliate di andare a parlare alle risorse umane prima di rassegnare le mie dimissioni tramite Ministero del Lavoro?
Altre domande: il preavviso per dimissioni è di un mese (così è scritto nel nostro CCNL)...parte da giorno 1 o da giorno 16...le ferie vengono conteggiate nel periodo di preavviso o non rientrano nel computo del preavviso?

Se avete altri consigli da darmi sono ben accetti...

Mi spiace lasciare l'azienda che mi ha dato diverse opportunità e mi avrebbe anche fatto crescere...a livello di mansioni, livelli, etc...
ma purtroppo la gestione dei trasferimenti è davvero complicata...pensavo che fosse difficile nelle forze armate, ma qui lo è ancora di più...
Mea culpa, però, non ho mai chiesto...non ho mai parlato a viso aperto con la mia filiale di riferimento per chiedere se ci fosse un modo per aiutarmi
Secondo voi, avrei ottenuto qualcosa parlando con l'azienda?
Leggevo, in qualche altro post, di qualcuno che con la mia stessa problematica, parlando con l'azienda, ha ottenuto una risoluzione consensuale del contratto o comunque un "incentivo" al licenziamento..
No ! Bisogna avere 18 mesi di anzianità di servizio fatti nello stesso ufficio per accedere o meglio per essere inseriti in graduatoria per il trasferimento volontario nazionale che esce ogni 6 mesi. Se hai un punteggio buono sei in una buona posizione.
Poi....poste opera in base alle disponibilità di posti vacanti non certo per simpatie.
I sindacati? A meno che non hai una situazione familiare di particolare disagio, ti dicono di metterti in graduatoria.
Se non rientri nei primi 6 mesi comunque resti in graduatoria, contano l'anzianità di servizio, i carichi familiari, le assenze per malattia oltre che legge 104 e disabili a carico. Questa affermazione da parte dei sindacati non é certo lodevole, significa che chi ha la raccomandazione può tranquillamente scavalcare chi si mette onestamente in graduatoria, cosa che contraddice l'essenza stessa del sindacato ovvero che tutti devono avere le pari opportunità in maniera onesta. Purtroppo la mentalità del mi manda picone ancora persiste, io al tuo posto avrei bruciato la tessera.
Ogni anno potrebbe essere quello buono.
Se hai trovato di meglio e per giunta in Sicilia...
Incentivo? Sei tu che ti vuoi dimettere mica te lo chiede l'azienda vorresti anche l'incentivo ?
TFR maturato e stop, niente NASPI dato che ti sei dimessa volontariamente.


« Ultima modifica: Dicembre 09, 2021, 16:17:30 da Osvaldino » Registrato
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« Risposta #3 inserito:: Dicembre 09, 2021, 16:21:04 »

In linea di massima:
Cosa spetta al lavoratore nel caso di dimissioni pure e semplici
Nei riguardi  lavoratore che decide di dimettersi, il datore di lavoro ha degli obblighi cui assurgere. In primis deve versare tutti gli stipendi che fino a quel momento il lavoratore ha maturato e non riscosso. Inoltre nel caso in cui il lavoratore va via in corso di mese, ha diritto alla parte del mese lavorato (5, 10, 15, 20 gg a seconda del caso). Che poi il dipendente abbia deciso volontariamente di andar via, questo non vuol dire che non devva percepire il TFR. Il trattamento di fine rapporto viene accumulato nel corso degli anni di servizio, per cui ad ogni lavoratore dimesso, licenziato o pensionato spetta la riscossione di questa cifra. Se il lavoratore non si dimette per giusta causa, non ha tuttavia diritto all’assegno di disoccupazione.

Obblighi del lavoratore
Doveroso evidenziare in tal sede che il lavoratore ha il solo obbligo di rispettare il tempo di preavviso intercorrente tra le dimissioni e il reale momento in cui non lavorerà più. Nel mentre dunque trascorre questo lasso di tempo (concesso all’azienda per trovare un sostituto e non rimanere dunque scoperto da quella mansione), il lavoratore è tenuto a lavorare e a ricoprire il suo ruolo rispettando i classici obblighi e doveri scaturenti dalla mansione avente in seno all’azienda.

Personalmente tuttavia ti consiglio la risoluzione consensuale

Anni di servizio?
Scusa Benito ma io vado in direzione perché voglio dimettermi per miei vari motivi personali e chiedo l'incentivo per dimettermi ? Mi pare un tantino surreale.
« Ultima modifica: Dicembre 09, 2021, 16:45:53 da Osvaldino » Registrato
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« Risposta #4 inserito:: Dicembre 10, 2021, 21:24:03 »

In linea di massima:
Cosa spetta al lavoratore nel caso di dimissioni pure e semplici
Nei riguardi  lavoratore che decide di dimettersi, il datore di lavoro ha degli obblighi cui assurgere. In primis deve versare tutti gli stipendi che fino a quel momento il lavoratore ha maturato e non riscosso. Inoltre nel caso in cui il lavoratore va via in corso di mese, ha diritto alla parte del mese lavorato (5, 10, 15, 20 gg a seconda del caso). Che poi il dipendente abbia deciso volontariamente di andar via, questo non vuol dire che non devva percepire il TFR. Il trattamento di fine rapporto viene accumulato nel corso degli anni di servizio, per cui ad ogni lavoratore dimesso, licenziato o pensionato spetta la riscossione di questa cifra. Se il lavoratore non si dimette per giusta causa, non ha tuttavia diritto all’assegno di disoccupazione.

Obblighi del lavoratore
Doveroso evidenziare in tal sede che il lavoratore ha il solo obbligo di rispettare il tempo di preavviso intercorrente tra le dimissioni e il reale momento in cui non lavorerà più. Nel mentre dunque trascorre questo lasso di tempo (concesso all’azienda per trovare un sostituto e non rimanere dunque scoperto da quella mansione), il lavoratore è tenuto a lavorare e a ricoprire il suo ruolo rispettando i classici obblighi e doveri scaturenti dalla mansione avente in seno all’azienda.

Personalmente tuttavia ti consiglio la risoluzione consensuale

Anni di servizio?

Parlando con il Resp. HR ho parlato di dimissioni e ovviamente di quello si tratta, nessuna risoluzione consensuale.
Anni di servizio uno e qualche mese...
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« Risposta #5 inserito:: Dicembre 10, 2021, 21:32:16 »

No ! Bisogna avere 18 mesi di anzianità di servizio fatti nello stesso ufficio per accedere o meglio per essere inseriti in graduatoria per il trasferimento volontario nazionale che esce ogni 6 mesi. Se hai un punteggio buono sei in una buona posizione.
Poi....poste opera in base alle disponibilità di posti vacanti non certo per simpatie.
I sindacati? A meno che non hai una situazione familiare di particolare disagio, ti dicono di metterti in graduatoria.
Se non rientri nei primi 6 mesi comunque resti in graduatoria, contano l'anzianità di servizio, i carichi familiari, le assenze per malattia oltre che legge 104 e disabili a carico. Questa affermazione da parte dei sindacati non é certo lodevole, significa che chi ha la raccomandazione può tranquillamente scavalcare chi si mette onestamente in graduatoria, cosa che contraddice l'essenza stessa del sindacato ovvero che tutti devono avere le pari opportunità in maniera onesta. Purtroppo la mentalità del mi manda picone ancora persiste, io al tuo posto avrei bruciato la tessera.
Ogni anno potrebbe essere quello buono.
Se hai trovato di meglio e per giunta in Sicilia...
Incentivo? Sei tu che ti vuoi dimettere mica te lo chiede l'azienda vorresti anche l'incentivo ?
TFR maturato e stop, niente NASPI dato che ti sei dimessa volontariamente.




Preciso...per entrare in graduatoria di Mobilità Nazionale con il nuovo accordo bastano 6 mesi di servizio, non più 18 mesi...ma non è questo il punto.

è matematicamente impossibile rientrare in regione con la Mobilità quando (giustamente) ci sono altre (molte) persone con 50/60 punti...contando che io al massimo ne avrei 16,5 capisce bene che la strada è lunghissima Smiley non sono sposata, non ho figli, sono stata assunta da un anno...cosa pretendo?!
Leggo di gente che ha aspettato più di 10 anni per far ritorno nella propria terra...non potevo permettermi tutto questo tempo fuori dalla Sicilia.

Altra precisazione: ho parlato di "incentivo" (soprattutto virgolettato) proprio perché avevo letto qui sul forum qualcuno che avesse risolto così con l'azienda...mai mi permetterei di richiedere qualcosa che non mi spetta....ovviamente, anche per la NASPI (a parte che nemmeno mi sarebbe servita dato che ho già un nuovo contratto...)
TFR penso proprio di no, è inserito nel Fondo, non l'ho lasciato in Azienda quindi non posso richiederlo..
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« Risposta #6 inserito:: Dicembre 11, 2021, 17:44:03 »

Preciso...per entrare in graduatoria di Mobilità Nazionale con il nuovo accordo bastano 6 mesi di servizio, non più 18 mesi...ma non è questo il punto.

è matematicamente impossibile rientrare in regione con la Mobilità quando (giustamente) ci sono altre (molte) persone con 50/60 punti...contando che io al massimo ne avrei 16,5 capisce bene che la strada è lunghissima Smiley non sono sposata, non ho figli, sono stata assunta da un anno...cosa pretendo?!
Leggo di gente che ha aspettato più di 10 anni per far ritorno nella propria terra...non potevo permettermi tutto questo tempo fuori dalla Sicilia.

Altra precisazione: ho parlato di "incentivo" (soprattutto virgolettato) proprio perché avevo letto qui sul forum qualcuno che avesse risolto così con l'azienda...mai mi permetterei di richiedere qualcosa che non mi spetta....ovviamente, anche per la NASPI (a parte che nemmeno mi sarebbe servita dato che ho già un nuovo contratto...)
TFR penso proprio di no, è inserito nel Fondo, non l'ho lasciato in Azienda quindi non posso richiederlo..


Bene hai già un nuovo contratto nella tua terra quindi hai risolto.
Buona fortuna
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« Risposta #7 inserito:: Gennaio 02, 2022, 18:01:45 »


Lui fa parte di una forza armata e qualche mese fa ha ottenuto il trasferimento in Sicilia.

art. 38, lettera A), punto XIV, ultimo capoverso del vigente CCNL, l’Azienda conferma che terrà conto delle domande di trasferimento presentate dal lavoratore con coniuge appartenente alle Forze Armate o di Polizia (Esercito, Aeronautica Militare, Marina Militare, Carabinieri, Polizia di Stato, Polizia Penitenziaria, Corpo Forestale dello Stato, Guardia di Finanza).

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« Risposta #8 inserito:: Gennaio 03, 2022, 08:10:06 »

Se ti puo' servire, poi ci sarebbe anche la possibilità di 'congelare' il rapporto di lavoro, attraverso l'aspettativa guadagnando del tempo in attesa del trasferimento.
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« Risposta #9 inserito:: Gennaio 03, 2022, 08:36:11 »

Se ti puo' servire, poi ci sarebbe anche la possibilità di 'congelare' il rapporto di lavoro, attraverso l'aspettativa guadagnando del tempo in attesa del trasferimento.
Da quanto ho capito ha già un nuovo lavoro in Sicilia quindi....
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