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Autore Discussione: FONDOPOSTE GArantito  (Letto 11592 volte)
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amico85
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« inserito:: Novembre 29, 2009, 18:32:16 »

secondo voi è conveniente? o è soltanto un modo per spillarci ulteriori soldi dalla busta paga???   quando andremo in pensione ci spetterà un vitalizio...la nostra generazione se andrà in pensione a 80 anni...quando prenderemo il vitalizio? nella tomba sotto terra?  intanto attualmente la detrazione ammonta a piu di 100 euro...sto cercando di capire se si puo recedere...voi cosa pensate???
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pimo
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« Risposta #1 inserito:: Novembre 30, 2009, 19:16:18 »

dico che se il nostro stipendio ce lo permettesse sarebbe una cosa ottima..."eta' pensionabile perennemente in crescita" permettendo....
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« Risposta #2 inserito:: Dicembre 24, 2009, 17:23:33 »

secondo voi è conveniente? o è soltanto un modo per spillarci ulteriori soldi dalla busta paga???   quando andremo in pensione ci spetterà un vitalizio...la nostra generazione se andrà in pensione a 80 anni...quando prenderemo il vitalizio? nella tomba sotto terra?  intanto attualmente la detrazione ammonta a piu di 100 euro...sto cercando di capire se si puo recedere...voi cosa pensate???

Qui trovi, nell'inchiesta del programma raitre Report, delle risposte alla tue domande:
http://www.youtube.com/watch?v=cYrn4hoUAhI

http://www.youtube.com/watch?v=BdT6nOy-rCA

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-33d4625f-dc33-4a2f-a96b-c5a9295b8741.html?p=0
cmq è difficile fare delle previsioni su quello che sarà tra svariati decenni
e per chi andrà in pensione a lunga scadenza come voi giovani e
su quanto potrà sperare di prendere come pensione integrativa.
Adesso il nostro Fondoposte sta tenendo botta ed è uno dei pochissimi con discreti risultati
(molti altri fondi specie i pip invece perdono a rotta di collo)
http://www.fondoposte.it/cms/open.php?id=142

http://www.soldionline.it/finanza-personale/previdenza/tfr-vs-fondi-pensione
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amico85
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« Risposta #3 inserito:: Dicembre 29, 2009, 18:40:22 »

molto gentile grazie!  vedo...
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« Risposta #4 inserito:: Dicembre 29, 2009, 19:02:48 »

credo di aver fatto una ca^^ata...avere 100 euro in piu sulla pensione..tra 40 anni...e privarmi ogni anno di 1200 euro circa...che rabbia
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Galadriel
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« Risposta #5 inserito:: Gennaio 18, 2010, 20:05:09 »

io devo ancora scegliere a chi destinare il mio TFR....voi cosa consigliate?Huh?
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cos e pazz dind a stu manicomio!
pimo
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« Risposta #6 inserito:: Gennaio 19, 2010, 08:09:10 »

io devo ancora scegliere a chi destinare il mio TFR....voi cosa consigliate?Huh?
aspetta che ti do in privato il mio numenro di conto.
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Galadriel
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« Risposta #7 inserito:: Gennaio 19, 2010, 15:01:44 »

aspetta che ti do in privato il mio numenro di conto.
ahahahahah stabben! coolsmiley
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Se7en
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« Risposta #8 inserito:: Giugno 12, 2010, 21:45:48 »

credo di aver fatto una ca^^ata...avere 100 euro in piu sulla pensione..tra 40 anni...e privarmi ogni anno di 1200 euro circa...che rabbia

E' avvilente vedere giovani che vengono fregati gia' in partenza.
E' avvilente che per avere una pensione 'piu' grossa' siamo costretti a 'giocare in borsa'.. dato che il fregato se lo sono gia' fregato, ed il 'fregabile' se lo stanno fregando ora, tra ideatori, esecutori e 'agenti addetti alla vendita'..


p.s.  ti auguro di vivere fino a 100 anni e oltre, ma 'ammesso che tu ci arrivi ai 40 anni' ..
« Ultima modifica: Giugno 12, 2010, 21:46:46 da Se7en » Registrato
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« Risposta #9 inserito:: Giugno 15, 2010, 15:51:49 »

scusate ma alla fine l'estratto conto del fondoposte è truccato? mi spiego meglio. parlo della mia posizione. tra quello trattenuto, versato da me e quello dell'azienda mi ritrovo con circa 500 € in più nel confronto del tfr se fosse rimasto in azienda. poi il calcolo della mia pensione integrativa si aggira sui 5000 € lordi all'anno(+ dei 100 al mese che ho letto sopra). alla fine mi chiedo se le informazioni che ho sono una bufala oppure la realtà. mi chiedo e vi chiedo il fondo garantito cosa garantisce? almeno il nostro capitale versato verrà restituito? le notizie sull'andamento del garantito (+11%) rispetto al tfr in azienda (+5%)  sono vere? ci sono cose che non sono a conoscenza? grazie per ogni vs risposta. Huh?
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« Risposta #10 inserito:: Giugno 26, 2010, 16:53:55 »

scusate ma alla fine l'estratto conto del fondoposte è truccato? mi spiego meglio. parlo della mia posizione. tra quello trattenuto, versato da me e quello dell'azienda mi ritrovo con circa 500 € in più nel confronto del tfr se fosse rimasto in azienda. poi il calcolo della mia pensione integrativa si aggira sui 5000 € lordi all'anno(+ dei 100 al mese che ho letto sopra). alla fine mi chiedo se le informazioni che ho sono una bufala oppure la realtà. mi chiedo e vi chiedo il fondo garantito cosa garantisce? almeno il nostro capitale versato verrà restituito? le notizie sull'andamento del garantito (+11%) rispetto al tfr in azienda (+5%)  sono vere? ci sono cose che non sono a conoscenza? grazie per ogni vs risposta. Huh?

Posso solo dirti che i conti si fanno alla fine cioè quando andrai in pensione
con le regole che potrebbero facilmente essere cambiate nel frattempo
e ad esempio non esserci più le agevolazioni tipo deducibilità fiscale e contributo aziendale

ti riporto una nota dell' Uglcomunicazioni dal titolo emblematico, ciao

Citazione
LA VERITÀ SULL’ANDAMENTO DELLA PREVIDENZA INTEGRATIVA / COMPLEMENTARE.

Ad una attento osservatore, valutando i dati della previdenza complementare e le segnalazioni
degli addetti al controllo di questo settore (esiste un autorità pubblica, cioè la COVIP) non
sfuggirà come in questo campo non ci siano solo rose e fiori.
Su ciò dovranno vigilare con estrema attenzione i lavoratori più direttamente interessati, cioè gli
iscritti ai Fondi Pensione Complementare, al di là dei roboanti proclami che potrebbero venire dagli
addetti più interessati del settore (gli stessi Fondi Pensione o – ad esempio - il sindacato quando ne
corrobora le strutture amministrative).
La prima considerazione che è doveroso riportare agli iscritti dei Fondi pensione (lavoratori delle Poste
Italiane e società del gruppo compresi) è che deve diffondersi la consapevolezza che i risultati conseguiti dai fondi
sono da valutare nel lungo periodo. Non hanno senso le valutazioni basate su risultati annuali o comunque di breve
periodo.
E poiché è facile sbattere in prima pagina il risultato dell’andamento delle gestioni del 2008 o del 2009 (appena due anni
dei circa 40 che compongono la vita lavorativa di ogni singolo attore iscritto ad un fondo pensione e quindi 2/40 del
tempo di gestione della raccolta dei fondi di ogni singolo istituto nell’arco di un intera vita lavorativa) potrebbe sembrare
più che azzardato trarre conclusioni su quali saranno i risultati delle gestioni future nei rimanenti 38 anni che separano
dalla pensione, a fronte delle certezze che investono l’andamento del T.F.R. (il trattamento di fine rapporto viene
annualmente rivalutato con un sistema definito per legge).
Pertanto riteniamo più giusto e scientificamente attendibile verificare l’andamento dei Fondi pensione nella loro
generalità e non solamente guardando al breve periodo.
Per questo consigliamo i lavoratori di farsi attenti osservatori, non prendendo per oro colato ciò che oggi c’è e domani
potrebbe non esserci.
Il quadro generale della previdenza integrativa in Italia non è negativo, ma neppure trionfalistico, perché l’andamento
generale delle adesioni ai Fondi pensione nel 2009 è rallentato rispetto al 2008 ed invece saranno sempre i lavoratori più
giovani a pagare le conseguenze delle modifiche del loro trattamento pensionistico rispetto ai propri padri
(differenziazioni fra sistema contributivo e retributivo o misto – modifiche al tasso di sostituzione).
E ce n’è ben ragione di preoccuparci, se pensiamo che si possa chiedere ad un giovane appena entrato nel lavoro
attraverso un contratto a tempo determinato o a progetto, o part - time, di investire una parte della propria già scarsa ed
insicura retribuzione nella previdenza complementare; se non altro perché il sistema regolatore dei Fondi pensione è
troppo rigido “ è facile entrarvi, ma è complicato uscirne “.
I dati raccolti da chi osserva e regola il mondo della previdenza integrativa ci dicono infatti che “ le difficoltà che hanno
caratterizzato i mercati finanziari, con i conseguenti effetti sull’economia reale, si riflettono sulle adesioni alla previdenza
complementare che stentano a crescere, in particolare tra i dipendenti con contratti a termine, i giovani, i lavoratori
autonomi ”.
Perciò si potrebbe azzardare che la previdenza complementare si è diffusa maggiormente tra coloro che ne hanno meno
bisogno, poiché comunque già titolari di una pensione ordinaria del 1° pilastro (il trattamento ordinario) di per sé già
abbastanza soddisfacente. Su questo avrà forse giocato la maggiore capacità di potere convincere all’iscrizione in un
Fondo pensione un lavoratore abbastanza “anziano”, piuttosto che un giovane neo assunto, anche per il ruolo che il
sindacato ha giocato nei Fondi pensione negoziali.

La riforma realizzata con il decreto legislativo n. 252 del 2005, attuato a partire dal 2007, ha avuto nel complesso un
successo inferiore alle attese e fra un poco di anni, nell’avvicinarsi all’età della pensione milioni di lavoratori (soprattutto
quelli con sistema pensionistico misto o contributivo, si renderanno conto della disparità di trattamento che riceveranno
rispetto a chi smette di lavorare oggi.
Ma allora sarà già troppo tardi e non è difficile immaginare quale conflitto sociale potrebbe nascere, da questa massa di
pensionati titolari di un trattamento assolutamente insufficiente a garantire un livello di vita normale.
Secondo i dati ( pur se provvisori ) forniti dalla COVIP, a gennaio 2010, il rendimento medio aggregato delle forme
pensionistiche complementari nel 2009 è stato dell’ 8,5 per cento per i fondi negoziali e dell’ 11 per cento per i fondi
aperti; per i PIP “nuovi” il rendimento è stato del 16,5 per cento. Nello stesso periodo, il tasso di rivalutazione del TFR si
è attestato al 2 per cento. Considerando peraltro il biennio 2008-2009, che include la fase acuta della crisi finanziaria, i
rendimenti aggregati dei fondi pensione negoziali sono positivi (poco meno del 2 per cento), anche se inferiori al tasso di
rivalutazione del TFR; i fondi pensione aperti e i PIP “nuovi”, caratterizzati da un maggior contenuto azionario, sono
invece rimasti negativi.
Chi non ha aderito ai Fondi pensione, per ravvedersi dovrà ottenere maggiori certezze e la possibilità di valutare i risultati
dei Fondi pensione in di un discreto periodo di tempo (1 anno o 2 sono davvero troppo pochi)
Secondo COVIP sarà necessaria una buona campagna informativa istituzionale, per accrescere nell’opinione pubblica la
cognizione che le sole prestazioni pensionistiche di base, in assenza della previdenza complementare, saranno sempre
meno in grado di garantire, soprattutto alle giovani generazioni, un livello di vita adeguato nell’età anziana.
Ed è necessario che vengano spiegati non solo i livelli del tasso di sostituzione della pensione obbligatoria rispetto
all’ultimo salario, in relazione ai diversi regimi esistenti (retributivo, contributivo, misto) nonchè i nuovi coefficienti di
trasformazione dei capitali accumulati in rendita pensionistica, in essere dal 2010, ma anche la rivalutazione successiva
della stessa rendita, effettuata sulla base dell’inflazione.
È fondamentale che ciascun lavoratore acquisisca consapevolezza del livello di reddito pensionistico che può
ragionevolmente attendersi una volta cessata l’attività lavorativa; è altresì necessario che ciascun aderente a un fondo
pensione sia in grado di verificare periodicamente che i risultati delle scelte effettuate corrispondano alle personali
esigenze previdenziali e alla loro evoluzione, seguendo quindi un percorso di analisi della propria posizione e di come
vengono amministrate le somme accantonate dal proprio Fondo pensione.
A tal fine, prossimamente tutte le forme di previdenza complementare dovranno diffondere annualmente agli aderenti il
c.d. “progetto esemplificativo” che rende possibile la stima della pensione complementare attesa, secondo uno schema
messo punto dalla COVIP.
La situazione delle iscrizioni a casa nostra in “FondoPoste” dimostra che anche tra i dipendenti di Poste italiane (età
media intorno ai 47 anni) c’è stata maggiore adesione al fondo pensione tra i lavoratori piuttosto “anziani”, anziché fra i
giovani che ne avrebbero più bisogno; un motivo in più questo, che dovrebbe trovare tutto il sindacato compatto ad
organizzare un accurata campagna informativa, piuttosto che ad organizzarsi la disputa per qualche posto in più in
qualche organismo amministrativo o nell’Assemblea dei delegati.
Purtroppo temiamo che non sarà così: "Mundus transit et concupiscentia eius".


RAPPORTO FRA ETÀ ED ADERENTI A FONDOPOSTE * (dati al 31.12.2009).
(*Fondo di previdenza negoziale dei dipendenti di Poste Italiane).
Età media degli iscritti a Fondo Poste = 47 anni
Aderenti a Fondo Poste tra i 25 ed i 29 anni n° 2.860 sul totale iscritti di 88.951 pari al 3,21 %
Aderenti a Fondo Poste tra i 20 ed i 35 anni n° 11.424 sul totale iscritti di 88.951 pari al 12,84 %
Aderenti a Fondo Poste tra i 45 e 64 anni n° 58.150 sul totale iscritti di 88.951 pari al 65,37
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« Risposta #11 inserito:: Agosto 24, 2010, 13:30:13 »

credo di aver fatto una ca^^ata...avere 100 euro in piu sulla pensione..tra 40 anni...e privarmi ogni anno di 1200 euro circa...che rabbia

Premetto che io sono assolutamente favorevole al fondoposte, sono a chiederti per quale percentuale di contribuzione volontaria hai optato per avere 100 euro in meno al mese.
No, perchè temo che tu confonda la quota di TFR che finisce nel fondo e in tal caso stiamo parlando comunque di una somam che non sarebbe nelle tue disponibilità attuali.
Il contributo a carico del lavoratore può variare da un minimo del 1% (circa 13 euro al mese) ad un massimo del 10% (io ho optato per questa percentuale). In ogni caso l'azienda contribuisce con 1,5% che che non aderisce al fondo non ottiene.
Per me non è necessario attendere 40 anni di lavoro per capire che c'è convenienza a far confluire il TFR nel fondo.
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« Risposta #12 inserito:: Maggio 07, 2011, 08:51:51 »

Fondoposte non riesce a battere il Tfr
Sabato 08 Novembre 2008 dal Il Sole 24 ore (fonte autorevole)

Fondoposte è il fondo pensione complementare a capitalizzazione individuale destinato al personale non dirigente di Poste Italiane Spa e delle società controllate che ne applicano il Ccnl. La gestione finanziaria multicomparto è stata avviata il 1 luglio 2007, mentre nei primi anni di attività era previsto un singolo comparto di investimento che destinava le risorse in un conto corrente dedicato. A oggi il fondo presenta due comparti di investimento: Bilanciato e Garantito; quest'ultimo è destinato ad accogliere i flussi di Tfr conferiti tacitamente e prevede la garanzia di capitale a scadenza che assicura la restituzione di un importo almeno pari ai contributi versati nel comparto, al netto di anticipazioni non reintegrate o importi riscattati.
Commento sulla Gestione
Negli anni del monocomparto i risultati della gestione finanziaria erano acquisiti in maniera indiretta come interessi in conto corrente, con performance rispettivamente del 9,46% (monocomparto) e dell'8,532% (Tfr). Nel periodo seguente (01 luglio 2007 - 30 settembre 2008), complice il periodo di difficoltà nei mercati finanziari, la gestione multicomparto ha registrato una decisa flessione nei rendimenti sia rispetto alla gestione precedente, sia rispetto al Tfr (4,398%), con il comparto Bilanciato che ha perso lo 0,37% e il Garantito che si attesta al +3,11%.

PRINCIPALI CARATTERISTICHE
Denominazione: fondo pensione complementare per il personale non dirigente di Poste Italiane S.p.A. e delle società controllate che ne applicano il Ccnl
Sede legale: Viale Europa, 175 - Roma (RM)
N° di iscrizione all'Albo: 143
Tipo di gestione finanziaria: multicomparto
Numero di linee d'investimento: due
Denominazione dei comparti: Bilanciato (OM), Garantito (OM)
Patrimonio netto (31/12/2007): 165.667.688 €
Oneri a carico dell'aderente:
spese di adesione una tantum 5,00 € (ulteriori 5,00 €a carico del datore di lavoro); 14,00 € annui prelevati in rate trimestrali durante la fase di accumulo
Oneri indirettamente a carico dell'aderente:
Bilanciato 0,13%; Garantito 0,13%; Commissioni di banca depositaria 0,025%
Spese per l'esercizio di prerogative indiv.: nessuna
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Se7en
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« Risposta #13 inserito:: Maggio 07, 2011, 14:49:42 »



Posso solo dirti che i conti si fanno alla fine cioè quando andrai in pensione
con le regole che potrebbero facilmente essere cambiate nel frattempo
e ad esempio non esserci più le agevolazioni tipo deducibilità fiscale e contributo aziendale


E' quello che dico sempre io, e' la somma che fa il totale..  Magari qualcuno somma di +, altri di meno..
Spero solo per coloro che amano 'investire', di avere un 'buon raccolto', ma di questi tempi sinceramente, credo abbisogni molta fiducia nel prossimo e nella matematica ( che merita) , per 'dare' il proprio danaro in altrui mani.
Ed in tempi cosi' 'lunghi' poi.
« Ultima modifica: Maggio 07, 2011, 14:51:25 da Se7en » Registrato
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