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Autore Discussione: chiusura conto C/C BANCOPOSTA  (Letto 26894 volte)
0 utenti e 1 Utente non registrato stanno visualizzando questa discussione.
MAXX22
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« inserito:: Gennaio 31, 2011, 17:18:13 »

Salve a tutti

gentilmente vorrei delle info* molto importanti per me..
so che tanta gente ha chiuso il c/c via raccomandata, quindi.. vorrei farlo anche io
HO un contro bancoposta standard ma ho fatto la richiesta per aprire un conto bancoposta click
quindi vorrei eliminare quello standard.
dovrei chiudere il conto bancoposta via raccomandata, perchè abito lontano dalla sede dove ho aperto il conto, per evitare anche code, per risparmiare tempo, è perchè il direttore non mi è tanto simpatico..
gentilmente qualcuno mi dice la procedura per chiudere il conto via raccomandata?
-indirizzo dove inviare la raccomandata
-moduli, se avete già moduli prè-compilati per la chiusura del c/c
-cosa bisogna allegare nella raccomandata
- è altro non saprei ditemi voi.
aspetto vostre risposte
vi ringrazio anticipatamente
cordiali saluti.
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« Risposta #1 inserito:: Gennaio 31, 2011, 19:45:43 »

Salve a tutti

gentilmente vorrei delle info* molto importanti per me..
so che tanta gente ha chiuso il c/c via raccomandata, quindi.. vorrei farlo anche io
HO un contro bancoposta standard ma ho fatto la richiesta per aprire un conto bancoposta click
quindi vorrei eliminare quello standard.
dovrei chiudere il conto bancoposta via raccomandata, perchè abito lontano dalla sede dove ho aperto il conto, per evitare anche code, per risparmiare tempo, è perchè il direttore non mi è tanto simpatico..
gentilmente qualcuno mi dice la procedura per chiudere il conto via raccomandata?
-indirizzo dove inviare la raccomandata
-moduli, se avete già moduli prè-compilati per la chiusura del c/c
-cosa bisogna allegare nella raccomandata
- è altro non saprei ditemi voi.
aspetto vostre risposte
vi ringrazio anticipatamente
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nn puoi chiudere un conto via racc, ma in un qualsiasi ufficio postale in territorio italiano. io questo so, poi se c'è un altro modo sono curioso di saperlo anche io.
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MAXX22
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« Risposta #2 inserito:: Gennaio 31, 2011, 21:11:53 »

SI MI HANNO DETTO IN TANTI ANCHE SE CERCHI NEI FORUM SI TROVA CHE VIA RACCOMANDATA è POSSIBILE CHIUDERE IL  C/C.
INVECE TI DICO CHE MI SONO INFORMATO IN UNA QUALSIASI POSTA è MI HANNO DETTO CHE NON SI PUO' CHIUDERE IN QUALSIASI UFF POSTALE MA DOVE è STATO APERTO è QUESTO MI FA RABBIA PERCHè SECONDO ME IN QUALSIASI UFF POSTALE SI PUO' CHIUDERE IO ABITO LONTANO DA DOVE HO APERTO IL CONTO PERCHè MI SONO TRASFERITO è QUINDI SPERO DI POTERLO FARE VIA RACCOMANDATA, SE QUALCUNO SAPPIA QUALCOSA... MI DICA ASPETTO RISPOSTE è CONSIGLI..
GRAZIE
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« Risposta #3 inserito:: Gennaio 31, 2011, 22:14:17 »

Allora:
1) il conto lo puoi chiudere via raccomandata allegando la dichiarazione su assegni e inviando la carta bancomat. Procedura un po' più rischiosa, a mio avviso.
2) il nostro c/c puoi tranquillamente chiuderlo presso qualunque ufficio postale (te ne consiglio uno medio-grande con area finanziaria).

Queste sono le regole. Il primo modulo, se intendi chiuderlo via raccomandata) puoi scaricarlo da qualunque sito di associazione consumatori. Ma,se accetti un consiglio, fallo de visu nell'ufficio a te più comodo.
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« Risposta #4 inserito:: Gennaio 31, 2011, 23:33:14 »

io ho aperto questa discussione proprio perche alcuni giorni fa sono andato in posta per chiedere se potevo chiudere il c/c anche in un uff postale qualsiasi.
la risposta data dal direttore dell'ufficio postale davanti al sottoscritto è stata no..
parlo di un ufficio nuovo con tre sportelli ed il direttore seduto in uno sportello a guardare gli altri impiegati che lavoravano è ogni volta che vado li lo trovo sulla sedia che dorme..
ho letto proprio in giro sui forum ciò che mi stai riferendo...
provo ad andare in un altro uff se mi dicono di no anche se insisto, ovviamente non perdo tempo con gli ignoranti, faccio tutto via raccomandata.
grazie per la risposta è per il consiglio
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« Risposta #5 inserito:: Gennaio 31, 2011, 23:54:18 »

Ciao, fossi in te tornerei proprio in quell'ufficio e chiederei di nuovo al Direttorissimo di chiudere quel conto NON del suo ufficio. Deve chiuderlo. Se capita nel mio ufficio un cliente che ha aperto il conto anche a poche decine di km dal mio ufficio, prendo tutto la pratica di chiusura e la spedisco all'ufficio di radicamento del conto. Questo è lavorare seriamente. Anche io ti sconsiglio di chiuderlo tramite raccomandata; basta una virgola fuori posto e il centro regionale dove pervengono le chiusure restituisce la pratica. Meglio DE VISU, come suggerito dal collega. Un saluto.
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« Risposta #6 inserito:: Febbraio 01, 2011, 00:14:28 »

scusami per la mia ignoranza.

come sarebbe DE VISU???
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« Risposta #7 inserito:: Febbraio 01, 2011, 00:25:39 »

DE VISU
SAREBBE INVIARE LA RACCOMANDATA ALL'UFFICIO POSTALE DI MIA PREFERENZA ANCHE IL PIU' VICINO?

POI LA PROCEDURA COME SAREBBE..

INVIARE SOLO LA RACCOMANDATA CON CARTA POSTAMAT TALGLIATA, NON C'è BISOGNO SUCCESSIVAMENTE ALL'INVIO DELLA RACCOMANDATA RECARMI DI NUOVO NELL'UFFICIO POSTALE GIUSTO?
FATEMI CAPIRE
GRAZIE
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« Risposta #8 inserito:: Febbraio 01, 2011, 08:19:27 »

De visu vuol dire che è meglio tu ci vada di persona. Non posso darti il mio cellulare altrimenti ti direi di chiamarmi quando ti trovi li....
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« Risposta #9 inserito:: Febbraio 07, 2011, 17:54:56 »

Ciao, fossi in te tornerei proprio in quell'ufficio e chiederei di nuovo al Direttorissimo di chiudere quel conto NON del suo ufficio. Deve chiuderlo. Se capita nel mio ufficio un cliente che ha aperto il conto anche a poche decine di km dal mio ufficio, prendo tutto la pratica di chiusura e la spedisco all'ufficio di radicamento del conto. Questo è lavorare seriamente. Anche io ti sconsiglio di chiuderlo tramite raccomandata; basta una virgola fuori posto e il centro regionale dove pervengono le chiusure restituisce la pratica. Meglio DE VISU, come suggerito dal collega. Un saluto.


Ciao e complimenti per le risposte chiare ed esaurienti che dai.
La mia ragazza ha aperto nell’ottobre 2002 un conto cointestato, a firme disgiunte, con il padre.

Quest’ultimo è deceduto nel 2005, ma la cosa non è mai stata comunicata all’Ufficio Postale di radicamento.
Tuttavia, successivamente al decesso, C. ha ritirato le somme presenti sul conto, ritenendo in assoluta buona fede –vista la firma disgiunta e quello che ci era stato assicurato dai dipendenti postali all’apertura del conto- di poter disporre delle somme e di poter anche chiudere il conto da sola (preciso che, comunque, la madre ed il fratello di C., pur essendo a conoscenza dell’esistenza del conto, non hanno mai presentato nessuna opposizione scritta).

Recentemente C. ha deciso di estinguere il rapporto ma, da quello che siamo riusciti a capire, i conti aperti in “quel periodo” ed i depositi titoli ad essi collegati non possono essere chiusi con la sola firma di C. (sarà per questo che non ha ricevuto risposta alla raccomandata con la quale aveva chiesto la chiusura in forma scritta all’ufficio di radicamento?).

Ti chiedo:
1) come si procede in un caso simile?
2) Quale documentazione bisognerà presentare? (considera che non esiste atto di successione in quanto nel 2005, in assenza di trasferimento ereditario di beni immobili, la successione non era prevista)
3) Il fratello di C. potrebbe reclamare la sua parte dei soldi presenti sul conto e sul deposito titoli alla morte del padre ed eventualmente come dovrebbe fare? Cosa succederebbe nel frattempo al conto?
Una ultima cosa: in un caso come quello prospettato, la chiusura del conto avviene nell’ufficio postale di radicamento o devono per qualche motivo –magari relativo alla parte di eredità- intervenire le sedi centrali? (tra le varie informazioni contrastanti e incerte che ci sono state date, ci è stato bofonchiato anche qualcosa del genere: a quel punto diventerebbe proprio un affare di stato!) 
 
Grazie fin d’ora
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« Risposta #10 inserito:: Febbraio 07, 2011, 18:29:35 »

Allora, ti rispondo in maniera sintetica perchè sono veramente di corsa. Se riesco, nei prossimi giorni, sarò un pochino più esteso (ma magari basterà già così).

1)i conti correnti con apertura avvenuta prima del Dicembre 2002 vanno effettivamente chiusi con firma di TUTTI gli intestatari anche se la firma di operatività è disgiunta.
2)va effettivamente messo in successione tramite agenzia delle entrate (con l'aiuto di un CAF o cose simili)
3) Il fratello ha diritto alla sua quota: se presenti due figli e una madre, i liquidi avrebbero dovuti essere divisi come segue: la metà di quanto sul conto alla tua ragazz. L'altra metà divisa per un 50% alla moglie e l'ulteriore metà tripartita tra lei e i figli (è complicato, lo so...). In caso di non presenza dell'altro genitore si sarebbe dovuto procedere alla divisione di tutto il contante: metà di diritto a C. e l'altra metà equamente ripartita tra i due fratelli.
4) il conto lo chiuderà la sede centrale ma, come detto, solo post successione. Ovviamente la successione prende come dato reale il saldo AL MOMENTO del decesso. Quindi la tua ragazza rischia di dover restituire buona parte di quanto prelevato a suo fratello. Non metto in dubbio la sua buona fede, però forse avrebbe dovuto scattarle un piccolo allarme.
Ops, leggo ora che c'è la mamma, quindi scusa se non me ne sono accorto prima.
Se hai bisogno puoi contattarmi anch in pvt
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« Risposta #11 inserito:: Febbraio 08, 2011, 15:12:02 »

Caro Alan Ford,
Vorrei porle alcune questioni in merito alla chiusura del conto bancoposta.
Io ho aperto un conto bancoposta cointestato, di cui io sono la titolare, nel lontano anno 2002. Ora ho necessità di chiudere il conto. Mi sono recata presso il mio ufficio postale e la signorina tanto gentile mi ha detto che servono entrambi gli intestatari. A parte il fatto che io sono titolare del conto, quando l'ho aperto mi era stato assicurato che io potevo chiuderlo senza problemi e soprattutto senza l'altro cointestatario, adesso mi fanno problemi? Mi chiedo, se l'altro cointestatario è morto o comunque io non ho più modo di contattarlo e non so che fine ha fatto, come posso chiudere il conto? Se fosse morto devo tenere il conto aperto obbligatoriamente? E se la persona in questione fosse emigrata dove la vado a prendere? Insomma la posta mi obbliga a tenere un conto aperto con tutte le spese che ne derivano a quale titolo? Se il conto va in rosso le spese le pago io mica il cointestatario. Tra l'altro a metà dello scorso anno ho ricevuto un bel contratto quadro con il quale le Poste, come al solito, modificano unilateralmente le condizioni del conto e tra le altre cose prevede la chiusura con singola firma senza specificare a quali conti si riferisce (per cui secondo questo nuovo contratto non c'è differenza tra conti aperti prima di un certo anno e dopo). Mi chiedo, quindi, perché devo accettare le condizioni a mio sfavore mentre quelle che potrebbero risultare a favore del cliente non valgono. Siccome, poi, la persona cointestataria non è reperibile come posso fare a recedere dal contratto e non accettare le nuove condizioni se per le Poste serve comunque la presenza di entrambi? Spero che qualcuno faccia luce sulle tenebre!
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« Risposta #12 inserito:: Febbraio 08, 2011, 16:40:19 »

Le rispondo io senza tanto bisogno di fare polemiche:

1) Per via del Trattato di Basilea, i conti aperti dal Gennaio del 2003 non hanno bisogno di entrambe le firme per la chiusura. Quelli prima sì. Non l'hanno deciso le Poste ma è una direttiva europea recepita dallo Stato Italiano ed applicata sia da Poste che dalle banche. Se la persona fosse morta, il conto cadrebbe in successione (come chiesto dall'utente poco sopra, in maniera molto più gentile della Sua). Se la persona non fosse reperibile, purtroppo non è un problema dell'istituto bancario.

2) per quanto riguarda le modifiche unilaterali del contratto, è prassi che Poste e la Banca Gliele inviino. Se legge bene, è nel suo diritto accettare o meno queste condizioni tramite lettera raccomandata inviata entro 60 giorni dal ricevimento della PROPOSTA (e non IMPOSTA) di modifica unilaterale.
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« Risposta #13 inserito:: Febbraio 09, 2011, 14:17:09 »

Mi dispiace di avere dato l'impressione di volere polemizzare, in realtà sono solo delusa.
Quando ho aperto il conto bancoposta avevo chiesto se in futuro io, titolare, potevo chiudere il conto senza il cointestatario e allo sportello mi era stato assicurato che non ci sarebbero stati problemi. Il fatto è che siccome ho una situazione familiare un po' particolare avevo necessità di aprire un conto, poterlo gestire e, quindi, chiuderlo senza fare affidamento sul cointestatario. E' vero che è un mio problema se il cointestatario emigra, sparisce o si rende irreperibile. E' vero, anche, che se io sono il titolare e sono l'unica che incrementa il conto è un mio problema se, alla morte del cointestatario, devo suddividere la metà dei miei risparmi con gli eredi, ma è anche vero che mi sembra assurdo che due persone che decidono, in un certo momento della vita, di condividere qualcosa, poi per un motivo o un altro non possano svincolarsi.
Insomma l'impressione che ho avuto è questa. All'inizio le Poste, diventate istituto di credito, hanno dato mandato ai dipendenti di attirare la clientela con questo conto che, rispetto a quelli bancari, aveva molti vantaggi, non ultimo il fatto che i costi fossero ridotti rispetto a quelli delle banche. Ma i dipendenti non erano, forse, abbastanza preparati e davano notizie non molto esatte. Ora credo che molti clienti si trovano nelle mie stesse condizioni e mi sembra assurdo che le Poste non possono andare incontro al cliente. Mi sembra, invece, che cerchi in tutti i modi di evitare di perdere clientela. Io vorrei solo che qualcuno mi consigliasse un modo per chiudere il conto anche senza la presenza del cointestatario. Es. se il mio conto va in rosso o per anni non faccio operazioni, il conto viene chiuso o finisce tra i conti dormienti come succede presso gli istutiti bancari? E per quanto riguarda le condizioni che vengono cambiate unilateralmente se io non accettassi inviando il mio dissenso cosa succederebbe? Richiederebbero comunque la presenza di entrambi per rescindere il contratto? Grazie
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« Risposta #14 inserito:: Febbraio 09, 2011, 15:09:18 »

Guardi,forse non ci siam capiti. Gli impiegati postali non davano informazioni sbagliate. All'epoca il conto poteva essere chiuso disgiuntamente. Nel 2006 con il trattato di Basilea,si è legiferato per far chiudere a firma congiunta, i conti correnti postali e bancari aperti prima del 2003. Quindi si tratta di una norma retroattiva europea che Poste e banche hanno dovuto recepire.
Se lei lascia il conto così com'è, questo andrà in chiusura. Ma prima la contatteranno per ripianare il debito.
Per quanto riguarda le variazioni unilaterali, in ogni caso queste vanno controfirmate da entrambi gli intestatari (ma anche per i conti successivi al 2003).
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« Risposta #15 inserito:: Febbraio 09, 2011, 16:37:25 »

Grazie per la sua cortesia, ma in effetti non avevo capito che il trattato era retroattivo.
Cortesemente mi sa indicare i riferimenti della Legge con la quale l'Italia ha recepito il trattato, in modo da leggere meglio questo fatto dei conti cointestati?
In realtà il mio conto in rosso c'è andato già un paio di volte ed in entrambi i casi mi è arrivata la comunicazione scritta nella quale mi veniva richiesto di provvedere a reintegrare i fondi. In seguito mi è stata inviata una comunicazione con cui mi avvertivano di reintegrare, entro 5 giorni, altrimenti, le Poste, avrebbero passato la pratica all'Ufficio legale. Premetto che io, per evitare scocciature, ho reintegrato il conto, ma vi chiedo se, secondo la vostra esperienza effettivamente, si giunge alle vie legali, se effettivamente il conto viene chiuso e se successivamente si può sistemare la situazione pagando il dovuto tramite una conciliazione o comunque evitando le vie legali.
Se invece non faccio operazioni sul conto, ma lascio abbastanza credito in modo da fare fronte ai bolli e alle spese dopo quanti anni il conto entra a far parte dei conti dormienti?
Grazie di nuovo per la disponibilità e soprattutto per la pazienza
« Ultima modifica: Febbraio 09, 2011, 16:39:51 da clienteinsoddisfatto » Registrato
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« Risposta #16 inserito:: Febbraio 09, 2011, 21:19:40 »

Mi scriva in privato
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« Risposta #17 inserito:: Febbraio 09, 2011, 23:20:03 »

Beh, io posso chiudere bottega, tanto c'è Menelao.......

 Cheesy

Sto scherzando, naturalmente
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« Risposta #18 inserito:: Aprile 14, 2011, 17:48:04 »

Salve a tutti

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Chiedi la migrazione di radicamento del conto nell'ufficio postale dove risiedi ( gratuito e veloce)
dopo 1 mese ti recherai in ufficio per la chiusura...
semplice...
« Ultima modifica: Aprile 14, 2011, 17:53:09 da kiro » Registrato
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