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Autore Discussione: inidoneita alla mansione di portalettere  (Letto 17378 volte)
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lulla75
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« inserito:: Febbraio 08, 2011, 22:08:09 »

Urgente!chi diviene inidoneo alla mansione di portalettere ha la possibilita di passare allo sportello o ,se tale inidoneità dovesse permanere,rischierebbe il licenziamento?    Grazie per l'aiuto.
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Tatola
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.......


« Risposta #1 inserito:: Febbraio 08, 2011, 22:12:57 »

Urgente!chi diviene inidoneo alla mansione di portalettere ha la possibilita di passare allo sportello o ,se tale inidoneità dovesse permanere,rischierebbe il licenziamento?    Grazie per l'aiuto.
da me gli inidonei son passati agenti interni
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lulla75
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« Risposta #2 inserito:: Febbraio 08, 2011, 22:40:41 »

Tatola sai se si tratta di inidoneità permanente? Ho letto che, se è stata accertata l'inidoneità permanente allo svolgimento delle mansioni assegnate in base al livelllo di inquadramento di appartenenza,il dipendente può essere licenziato. Embarrassed
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DNA*57
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« Risposta #3 inserito:: Febbraio 08, 2011, 22:52:02 »

Non è mai stato licenziato nessuno alle poste per inidoneità, tranquillo Lula Smiley
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lulla75
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« Risposta #4 inserito:: Febbraio 08, 2011, 23:05:13 »

Grazie DNA.ora sono piu tranquilla :-)
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viktor59
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« Risposta #5 inserito:: Febbraio 09, 2011, 18:09:37 »



CAPITOLO V CESSAZIONE DEL RAPPORTO DI LAVORO Art. 76 Risoluzione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato La risoluzione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato, superato il periodo di prova, oltre che nei casi già disciplinati da altre norme del presente contratto, può avvenire: a) per raggiungimento dei requisiti per la concessione della pensione di vecchiaia secondo le disposizioni di legge vigenti in materia; b) per risoluzione consensuale; c) per dimissioni; d) per invalidità totale e permanente; e) per giusta causa ai sensi dell’art. 2119 c.c. e per giustificato motivo ai sensi delle vigenti disposizioni di legge; f) per decesso del dipendente. Art. 77 Risoluzione del rapporto di lavoro per inidoneità fisica I. Il dipendente di cui sia stata accertata, con le modalità previste per legge, l’inidoneità allo svolgimento delle mansioni assegnate in base al livello di inquadramento di appartenenza, può essere licenziato, con preavviso o con il pagamento dell’indennità sostitutiva, nel rispetto di quanto previsto ai commi che seguono. II. Prima di procedere alla risoluzione del rapporto di lavoro per inidoneità fisica la Società si impegna a ricercare soluzioni transattive che consentano di impiegare il lavoratore in altre mansioni del livello di inquadramento di appartenenza, compatibilmente con le relative condizioni di inidoneità, presso la sede di lavoro più vicina in base alle esigenze tecniche, organizzative e produttive. III. In subordine, la Società si impegna a ricercare soluzioni transattive che consentano l’impiego dell’interessato, ad ogni conseguente effetto, in mansioni del livello di inquadramento inferiore, anche in deroga a quanto disposto nell’art. 2103 codice civile, presso una sede di lavoro collocata preferibilmente nell’ambito del Comune o della Provincia, compatibilmente con le esigenze organizzative e produttive. Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per il personale non dirigente di Poste Italiane S.p.A 136 IV. Nei casi di cui ai commi II e III che precedono, il personale interessato, ove necessario, sarà avviato a specifici interventi formativi. V. Le disposizioni di cui al presente articolo non si applicano ai dipendenti che versano in una delle condizioni di seguito descritte: - vittime di infortuni sul lavoro accertati dall’INAIL; - affetti da malattie professionali riconosciute dagli organi competenti; - personale invalido assunto in applicazione delle leggi n. 482/68 e n. 68/99 e che abbia subito un aggravamento dell’invalidità; - affetti dalle patologie di particolare gravità di cui all’art. 43, comma I, del presente CCNL. Art. 78 Modalità di risoluzione In tutti i casi di risoluzione del rapporto di lavoro, eccetto quello di cui alla lettera f) dell’art. 76 del presente CCNL, la parte recedente deve darne comunicazione per iscritto all’altra parte. Nel caso di risoluzione ad iniziativa della Società, quest’ultima è tenuta a specificarne contestualmente la motivazione. Art. 79 Preavviso I. Salvo i casi di recesso per giusta causa ai sensi dell’art. 2119 c.c. e di risoluzione consensuale, il contratto a tempo indeterminato non potrà essere risolto senza preavviso. I termini di detto preavviso sono stabiliti come segue: anni di servizio mesi di preavviso fino a 5 2 oltre 5 e fino a 10 3 oltre 10 4 II. In caso di dimissioni i termini di preavviso sono ridotti alla metà. III. I termini di preavviso decorrono dall’1 o dal 16 di ciascun mese. IV. La parte che risolve il rapporto di lavoro senza l'osservanza dei predetti termini di preavviso deve corrispondere all'altra parte un'indennità pari all'importo della retribuzione per il periodo di mancato preavviso. Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per il personale non dirigente di Poste Italiane S.p.A 137 V. La Società ha il diritto di trattenere, su quanto sia da essa dovuto al dipendente, l’importo corrispondente alla retribuzione per il periodo di preavviso da questi eventualmente non prestato nei termini previsti. VI. E’ in facoltà della parte destinataria della dichiarazione di recesso di risolvere il rapporto di lavoro, sia all'inizio, sia durante il preavviso, senza che da ciò derivi alcun obbligo di indennizzo per il periodo di preavviso non compiuto. VII. In caso di decesso del dipendente la Società corrisponderà agli aventi diritto l’indennità sostitutiva del preavviso, secondo quanto stabilito dalla normativa vigente. Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per il personale non dirigente di Poste Italiane S.p.A 138 DISPOSIZIONI FINALI Art. 80 Ritenute per quote assicurative e associative Sono effettuate a titolo gratuito, in base a delegazioni di pagamento, eventuali ritenute per conto dell’Istituto Postelegrafonici e del CRAL aziendale, nonché quelle concernenti i comitati sindacali CSAP, ASAC e CISAP. Art. 81 Politiche Sociali Le Parti confermano la comune volontà di promuovere in Azienda idonee iniziative di carattere culturale, ricreativo ed assistenziale la cui disciplina è demandata a specifici accordi tra le Parti. Tale intendimento risulta rafforzato dalla crescente attenzione di Poste Italiane al tema della Responsabilità Sociale d’Impresa, nell’ambito del quale potranno anche essere definite azioni di Politica Sociale a favore dei dipendenti. Art. 82 Sistema di refezione I. Ai dipendenti che effettuano una prestazione lavorativa superiore alle 7 ore giornaliere, con un intervallo di almeno 30 minuti collocato nella fascia oraria dalle 12:00 alle 15:00, viene riconosciuto un Ticket del valore di 4,50 euro, da fruirsi nel corso del previsto intervallo, per ogni giorno di effettivo servizio. II. Un Ticket di importo pari a quello previsto al precedente comma viene riconosciuto ai lavoratori in servizio nei Centri con turnazione h 24 per i quali un apposito accordo sindacale abbia previsto il riconoscimento del sistema di refezione per ogni giorno di effettivo servizio in cui l’orario di lavoro del dipendente ricomprenda le fasce orarie dalle 12:00 alle 15:00 e dalle 19:00 alle 22:00 con un intervallo di 30 minuti ovvero fino ad un limite minimo di 15 minuti. III. Nei confronti dei dipendenti la cui prestazione lavorativa non è riconducibile alla tipologia sopra definita, viene riconosciuto un Ticket del valore di 3,00 euro. IV. La mancata utilizzazione del Ticket non darà luogo ad alcun corrispettivo. Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per il personale non dirigente di Poste Italiane S.p.A 139 V. Tali importi non sono utili ai fini della retribuzione indiretta e differita, ivi compreso il trattamento di fine rapporto. DICHIARAZIONE A VERBALE Le Parti convengono che le previsioni di cui al presente articolo trovano applicazione con effetto dal 1° settembre 2008. Fino all’entrata in vigore delle predette disposizioni, la materia continuerà ad essere regolata dall’art. 78 del CCNL 11 luglio 2003, dall’Accordo nazionale del 24 giugno 2004 sottoscritto in attuazione dell’ultimo comma della dichiarazione a verbale al suddetto articolo, nonché dalle intese territoriali intervenute in materia secondo le linee guida contenute nell’Accordo medesimo. Art. 83 Formazione Le Parti considerano determinante l’impegno in materia di formazione finalizzata alla valorizzazione delle risorse umane e, attraverso questa, al potenziamento delle competenze dell’Azienda e della propria competitività, al fine di creare un circolo virtuoso di ottimizzazione dei risultati individuali e aziendali. La formazione pertanto: • concorre alla crescita ed all’arricchimento – personale e professionale - delle risorse umane, anche in relazione alle innovazioni tecnologiche ed organizzative, agli obiettivi di qualità, di sicurezza e di mercato; • costituisce lo strumento essenziale per il miglioramento e la tutela della occupabilità; • assume ruolo determinante rispetto alle esigenze di sviluppo della cultura d’impresa in termini di responsabilizzazione, partecipazione e coinvolgimento dei lavoratori sui risultati e di miglioramento complessivo del clima aziendale; • rappresenta un aspetto strategico per sostenere la realizzazione delle trasformazioni in atto nel sistema di riferimento. L’Azienda punta a favorire un ampio accesso alle opportunità formative da parte di tutta la popolazione aziendale attraverso attività di addestramento, aggiornamento, qualificazione e riqualificazione - per mezzo dei consueti meccanismi di apprendimento tradizionali (quali ad esempio seminari, formazione in aula, ecc.) nonché di strumenti alternativi, privilegiando la formazione a distanza rispetto a forme di auto apprendimento - Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per il personale non dirigente di Poste Italiane S.p.A 140 distinguendo, con riguardo all’articolazione del personale, la formazione di base dalla formazione specifica e dalla riqualificazione. Nella realizzazione degli interventi formativi e di sviluppo professionale di cui ai commi precedenti, saranno valorizzate le proposte e gli interventi assunti dall’Ente Bilaterale, valutando - ove necessario - il possesso di conoscenze professionali specifiche, con particolare riferimento ad iniziative di alto contenuto specialistico. In presenza dei requisiti richiesti e delle necessarie capacità/competenze, sarà favorito lo sviluppo professionale delle risorse interne alla Società. Le Parti si danno atto che sono fatte salve le discipline specifiche in materia di formazione previste in relazione a singoli istituti. Art. 84 Durata e applicazione I. In linea con quanto previsto dal Protocollo d’Intesa del 23 luglio 1993, la scadenza della parte normativa del presente CCNL è fissata al 31 dicembre 2010. La scadenza della parte economica è fissata al 31 dicembre 2009. II. Il presente CCNL rappresenta una normazione unitaria ed inscindibile e sostituisce integralmente, per le materie da esso regolate, quanto contenuto nei preesistenti contratti collettivi nazionali di lavoro. III. Eventuali accordi sindacali nazionali o territoriali preesistenti, in evidente contrasto con quanto disciplinato nel presente CCNL, potranno essere oggetto di confronto tra le Parti stipulanti ai fini della relativa armonizzazione o superamento, secondo le modalità di cui al comma successivo. IV. Nel caso in cui sorgano controversie in ordine alla interpretazione di clausole contenute nel presente CCNL, le Parti si incontrano, a richiesta della Società ovvero di una o più delle Organizzazioni Sindacali nazionali stipulanti, per ricercare soluzioni condivise in ordine al significato della clausola controversa. L’eventuale accordo raggiunto vale come interpretazione della stessa. V. Ai fini dell’applicazione del presente contratto si intende: Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per il personale non dirigente di Poste Italiane S.p.A 141 - per unità produttiva e rappresentanze sindacali unitarie, salvo diverse specificazioni contenute nel presente CCNL, quelle previste dai relativi accordi definiti tra le Parti; - per Organizzazioni Sindacali stipulanti, ovvero Parti stipulanti, quelle Organizzazioni Sindacali che hanno stipulato il presente CCNL. Copia del presente CCNL sarà distribuita, a cura della Società, al personale assunto a far data dalla sottoscrizione del Contratto medesimo.
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« Risposta #6 inserito:: Febbraio 09, 2011, 19:22:34 »

io so che non esiste più l'inidoneità temporanea. cioè ad esempio se si viene da un infortunio o un intervento se è idoneo torna a fare il portalettere se non lo è,temporaneamente, deve stare in malattia. a casa.
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« Risposta #7 inserito:: Febbraio 09, 2011, 20:06:30 »

Così se si ha un decorso post-operatorio di 2 anni secondo te sto in malattia?
Non diciamo castronerie su!
Ciao Lion
« Ultima modifica: Febbraio 09, 2011, 20:44:45 da DNA*57 » Registrato
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« Risposta #8 inserito:: Febbraio 09, 2011, 20:41:53 »

http://ilpostino.jimdo.com/app/download/4271314051/4d52eda6/2e0aa34efca6eefa55396e27d911761d2b7fe2ac/2011.01.25+-+NORMATIVA+%2B+SCHEMA+per+la+gestione+INIDONEITA+Portalettere.pdf?t=1296149722
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« Risposta #9 inserito:: Febbraio 10, 2011, 23:45:39 »

Così se si ha un decorso post-operatorio di 2 anni secondo te sto in malattia?
Non diciamo castronerie su!
Ciao Lion

infatti non sono castronerie... ma fatti. è una circolare/normativa che è uscita a gennaio...
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« Risposta #10 inserito:: Febbraio 11, 2011, 09:32:11 »

Licenziare non licenziano nessuno però possono dire: va bene non puoi più fare il portalettere ti faccio fare un' altra cosa però non ho più bisogno di te qui ma a in altra sede a 500 km da qui.
Questa tecnica è in uso da anni nelle aziende "private" che vogliono punire fino a farlo licenziare per sfinimento un dipendente.
Poi come si è trattati dipende da molte variabili , se fate fila col sindacato o avete uno zio sottosegretario cambia tutto.
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« Risposta #11 inserito:: Febbraio 11, 2011, 09:42:47 »

non sempre pero è cosi, esistono anche situazioni regolari, con persone regolari, gente che non chiede nulla se non quello che gli spetta e senza l'ausilio di tizio o caio ottiene cio che gli spetta di diritto,

capisco che questo non fa notizia, ma in posta succede anche quello.

io mi sentii male, feci domanda di esenzione, dopo un anno me la diedero. il mio sindalista lo scopri a cose fatte. tutto si svolse nella maniera piu semplice possibile, con il coinvolgimento di tre/quattro persone, non di piu.

io, che chiedevo, il mio dottore di famiglia, che fece la prima certificazione per la malattia, il direttore che mise in piedi la pratica e i dottori della visita collegiale.

tempo occorrente 14 mesi

il licenziamento comunque puo avvenire al superamento di un certo numero di giorni di malattia, non ricordo quanti. mi pare si aggirino ai 180 gg in due anni, ma non son sicuro
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« Risposta #12 inserito:: Febbraio 11, 2011, 18:22:46 »

non sempre pero è cosi, esistono anche situazioni regolari, con persone regolari, gente che non chiede nulla se non quello che gli spetta e senza l'ausilio di tizio o caio ottiene cio che gli spetta di diritto,

capisco che questo non fa notizia, ma in posta succede anche quello.

io mi sentii male, feci domanda di esenzione, dopo un anno me la diedero. il mio sindalista lo scopri a cose fatte. tutto si svolse nella maniera piu semplice possibile, con il coinvolgimento di tre/quattro persone, non di piu.

io, che chiedevo, il mio dottore di famiglia, che fece la prima certificazione per la malattia, il direttore che mise in piedi la pratica e i dottori della visita collegiale.

tempo occorrente 14 mesi

il licenziamento comunque puo avvenire al superamento di un certo numero di giorni di malattia, non ricordo quanti. mi pare si aggirino ai 180 gg in due anni, ma non son sicuro


Gianni erano altri tempi, fino a 5/6 anni fa era possibile come dici tu, adesso l'azienda è incazzata nera ci sono migliaia e migliaia di inidonei e aumentano sempre di più, addirittura tra questi ricorsisti che sono a migliaia pure loro una gran parte dopo aver accettato la zona si presenta già col certificato di inidoneità così alla fine ci vanno di mezzo tutti : da un lato fanno benissimo perchè tanto più lontano di così possono mandarli solo in Svizzera o in Austria quindi qualsiasi altra mansione e sistemazione sarà sempre migliorativa d'altra parte si danneggiano i colleghi che dopo tanti anni di servizio sono realmente "usurati" e che a meno di spinte politiche/sindacali si vedono negare il loro diritto di poter svolgere una mansione più idonea alle mutate condizioni fisiche e soprattutto vicino a casa.
Qui da noi c'è un ex postino con oltre 30 anni di recapito che per gravi problemi (by-pass al cuore) ha chiesto l'inidoneità e l'hanno spedito subito a 100 km!! Di contro ne abbiamo alcuni con relativamente pochi anni di servizio, ma che erano appunto stati esonerati già qualche anno fa e che come gravi patologie hanno semplicemente paura del cane (!!!) oppure hanno la sinusite (!!!!!!!!) e sono stati messi interni al cpd, fai te... e nessuno li può toccare.
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« Risposta #13 inserito:: Febbraio 11, 2011, 18:31:04 »

ma certo. e come sempre dico

IL MALE DELLE POSTE SONO I POSTALI

 e poi vi meravigliate del perche c'è l'ho con loro
« Ultima modifica: Febbraio 11, 2011, 18:31:45 da gianni il vecchio » Registrato

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« Risposta #14 inserito:: Febbraio 11, 2011, 20:04:08 »

Pontello, io non ho nè paura del cane nè,tantomeno, ho la sinusite,non ho neppure un by-pass per fortuna,  ho un  problema che un lavoro usurante, come quello del postino o quello che costringe a stare molte ore in piedi allo smistamento interno ,potrebbe peggiorare al punto da indurmi, a breve ,verso un intervento chirurgico che, come dice anche il mio medico,con adeguate misure e terapie si puo rimandare di molto ,se non addirittura evitare proprio.Perchè devo abbozzare e per timore di "un'azienda incazzata nera"devo finire dritta dritta in sala operatoria?Ci andassero loro!Purtroppo (o per fortuna)ho scoperto di avere questa condizione fisica  solo sette mesi dopo essere stata reintegrata altrimenti, all'atto dell'assunzione, avrei posto condizioni diverse all'azienda,per esempio un eventuale contratto con mansione equivalente al mio livello iniziale.

Gianni,se ce l'hai con i postali che chiedono  il cambio mansione solo perchè hanno paura dei cani...bè ti do ragione ,per il resto bisogna valutare ogni singola situazione,perchè in molte potrebbe esserci davvero un problema.Un saluto e grazie sempre per i consigli e le informazioni. Wink
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« Risposta #15 inserito:: Febbraio 11, 2011, 20:42:55 »

ma è ovvio che considero un male solo quella certa categoria di postali. il problema è che sono tanti, forse troppi quelli che lo fanno, e altrettanti quelli che lo farebbero, e ci provano in tutte le maniere.

mi accorsi della categoria circa due anni dopo la mia assunzione. un collega stava al "comodo" per via di un problema alle gambe, salvo poi trovarlo sia in discoteca, al tempo avevo 27 anni e ci andavo ancora, sia sulle piste da sci, vestito di tutto punto per emulare il tomba.

se solo avevo qualche dubbio, lui me lo tolse subito.

ma, in tutta sincerita io non me la prendo tanto con i debosciati postali finti malati, ma con chi, lavorandoci assieme li conosce bene, non prende nessun provvedimento a tal proposito. e non parlo del collega postino, ma di chi dovrebbe garantire equita, regolamento e morale e rispetto della legge.

e ti diro di piu, se mai dovessero scoprire un finto malato, il priimo a pagare dovrebbe essere il dottore che gli certifica quello che non c'è
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« Risposta #16 inserito:: Febbraio 14, 2011, 15:22:48 »

scusate ho  una dignosi di un ortopedico ospedialiero di questo tipo:  tac :modesti bulgin in varie parti del disco , protusione posteriore mediana che impronta decisamente il sacco durale, assottigliamento di spesore del disco in 2 punti in corrispondenza deii'articolazione iliaca si segnala una aumentata densita' di tipo slerotico. RX :segni di cervicoartrosi ,minime irregolararita' osteofitiche acui si associa discopatia c6 c7, scoliosi dorso lobare sx - dx convessa, instabilita' di colonna con anteriorizzazione dell'asse statico lombare.utile valutazione del medico del lavoro per incopatibilita' con attivita' che prevedono il sollevamento di pesi. quasto tipo di diagnosi pu' essere sufficiente all'azienda per poter svolgere un'altra funzione al posto del portalettere? il referto dell'ortopedico basta o manca qualcosa? Grazie visto che il mio sindacalista latita aiutatemi voi
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« Risposta #17 inserito:: Febbraio 14, 2011, 16:25:47 »

dovrebbe bastare, ma in tutti i casi ci vuole la trafila come gia descritto. è la visita collegiale che decide.
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« Risposta #18 inserito:: Febbraio 14, 2011, 22:01:01 »

Nero, con la risonanza magnetica si vede meglio se è presente,per esempio,un'ernia del disco ed eventualmente la sua entità.Comunque le protrusioni ,in genere ,stanno ad indicare proprio un'ernia.
Te lo dico perchè io ho fatto un RX  e avevo delle protrusioni,segni di spolilo-artrosi a livello cervicale e dorsale.Successivamente,l'ortopedico mi ha consigliato una risonanza magnetica e li è venuto fuori che ho un'ernia del disco L5-S1 espulsa,che teoricamente dovrebbe essere operata,ma il medico dice che finchè posso andare avanti con fisioterapia e anti-infiammatori è meglio,poichè l'intervento,purtroppo spesso non è risolutivo.Il nostro lavoro ,purtroppo non facilità nè un'eventuale ripresa post-intervento nè,tantomeno,ci preserva da aggravamenti della situazione stessa.A me è stata sconsigliata questa mansione(a menochè io non voglia peggiorare uno stato preesistente e  già precario di suo e incorrere in un intervento chirurgico)di conseguenza ho presentato  un certificato in cui il medico sconsiglia la movimentazione di carichi(considera che mi ha detto che non posso portare pesi superiori a tre kg) e la stazione eretta prolungata.Ho inviato il certificato da qualche giorno per cui ancora non so l'esito.Piuttosto,non potendo stare in piedi per molte ore mi chiedo  se potrò stare allo smistamento interno.io penso di no e stare seduti allo sportello non credo sia una cosa fattibile nell'immediato,poichè i tempi sono lunghi,bisogna fare dei corsi,almeno cosi dicono.Non so come si regolerà l'azienda a riguardo,spero solo non mi costringa a prendere malattia altrimenti mi gioco la possibilita di chiedere il trasferimento  il  prossimo anno e visto che dal momento in cui riceve il certificato è suo dovere tutelare il mio stato di salute,non ho idea di cosa mi farà fare nel frattempo!
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« Risposta #19 inserito:: Febbraio 14, 2011, 22:19:51 »

non vorrei, ma se non puoi stare seduta e non puoi stare in piedi.... non credo che esista,in posta, un lavoro che ti permetta di stare sdraiata, non siamo alla permaflex.

l'unica alternativa mi pare proprio stare a casa.
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« Risposta #20 inserito:: Febbraio 14, 2011, 22:53:12 »

Gianni, carina la tua battuta sulla permaflex !ma chi ha detto che non posso stare seduta?
Posso, anzi ,devo stare seduta per la maggior parte del tempo  per non recare infiammazioni al nervo e
l'unica mansione che consente cio è quella allo sportello,l'unico problema è che  per passarci  non ci vogliono due giorni,ma forse qualche mese.la mia domanda era:dove mi metteranno nel frattempo?mi chiederanno di prendere malattia,visto che con un certificato del genere non posso svolgere certe mansioni,o puo rientrare (ma è assurdo)nella categoria dell'infortunio?forse sto correndo troppo ,magari niente di tutto cio e potrò stare a smistare all'interno sedendomi di tanto in tanto Wink
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« Risposta #21 inserito:: Febbraio 14, 2011, 22:58:14 »

mmm forse ho capito male, comunque ci sono parecchi posti in posta dove si lavora da seduti, tutto sta a volerli fare dove essi esistono. io per esempio lavoro seduto l'85% del mio tempo e non sono allo sportello.

in tutti i casi, i nuovi casellari della ripartizione, le nuove barelle e i nuovi seggioloni permetto di fare il ripartitore da seduto. a volte lo facevo, quando ancora smistavamo in ufficio, ora arriva tutto inscatolato e gia diviso.
« Ultima modifica: Febbraio 14, 2011, 22:59:55 da gianni il vecchio » Registrato

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« Risposta #22 inserito:: Febbraio 14, 2011, 23:07:23 »

Vedi che mi dai ottime notizie quando ti impegni? Wink posso andare a lavorare, dunque,  stare a casa non mi piace proprio. Smiley
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« Risposta #23 inserito:: Febbraio 14, 2011, 23:09:01 »

beh dipende dall'ufficio in cui lavori, se ha o non ha posti a sedere. comunque credo che ci sia ancora quella regola che in caso di esonero ti mandano in un altro ufficio
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« Risposta #24 inserito:: Febbraio 14, 2011, 23:16:56 »

Si ,credo proprio sia cosi!ma tanto che vuoi che sia,sono gia lontana da casa,a questo punto un posto vale l'altro!
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« Risposta #25 inserito:: Febbraio 15, 2011, 11:06:47 »

grazie a tutti ma iter qual'e' ? basta il certificato dell'ortopedico e i responsi degli esami o serve del medico curante ? e tutto spedito ad direttore del mio cpd e basta?
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« Risposta #26 inserito:: Febbraio 15, 2011, 11:36:07 »

grazie a tutti ma iter qual'e' ? basta il certificato dell'ortopedico e i responsi degli esami o serve del medico curante ? e tutto spedito ad direttore del mio cpd e basta?

tu presenti la documentazione, che verra poi girata alla commissione medica
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La disperazione più grande che possa impadronirsi di una società è il dubbio che essere onesti sia inutile.
c.o.
nero
Utente non iscritto
« Risposta #27 inserito:: Febbraio 23, 2011, 15:31:53 »

ciao scusate ma devo spedire al mio direttore gli oroginali o fotocopie dei responso e del ortopedico ? e dal quel momento cosa faccio di lavoro  sempre il portalettere finche l'azienda non mi chiama a visita e decide dove mandarmi o come funziona ? scusate le mie domande che possono sembrare sceme . grazie
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DNA*57
Utente non iscritto
« Risposta #28 inserito:: Febbraio 25, 2011, 20:38:01 »

Le fotocopie le fai fare al tuo direttore, lui manderà tutto alla ram che provvederà a mandarti a visita, dopo la visita di controllo dal medico legale verrai inviata alla visita collegiale il cui responso sarà definitivo, alla collegiale puoi farti accompagnare dal tuo medico di fiducia, durante tutta la trafila appena avrai presentato la documentazione verrai spostata ad altro incarico nel tuo ufficio o in uno più prossimo al tuo. Una volta definita la situazione dalla collegiale sarai dichiarata inidonea temporanea oppure definitiva (magari idonea, ma non credo sia il tuo caso) e verrai trasferita in un ufficio consono al tuo stato clinico e alle limitazioni derivanti dalla patologia in essere.
 Wink
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nero
Utente non iscritto
« Risposta #29 inserito:: Febbraio 26, 2011, 16:17:40 »

ciao, grazie molte ma ho sentito parlare di trasferimenti su tutto il territorio nazionale , ! sapete di qualquno quanto e dove e' stato mandato ?
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