Poste Italiane, al via tagli e accorpamenti

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luca_1966:
22/3/2012

TUTELARE IL SERVIZIO POSTALE - PERSI 850 ADDETTI

di Michele Petraroia, Cons. Reg. PD

Premesso che il Molise con i suoi 136 comuni di cui 123 situati in zone collinari e montuose è una tra le regioni d’Italia meno densamente popolate con una media di 73 abitanti per km² (solo 7 comuni con popolazione superiore a 200 abitanti per kilometro quadrato Campobasso, Termoli, Venafro, Isernia, Ferrazzano, Portocannone) e con una popolazione costituita per 1/5 da cittadini di età superiore ai 65 anni.

Accertato che per contrastare il fenomeno dello “spopolamento” e favorire un riequilibrio insediativo nei diversi comuni della regione è necessario creare le condizioni affinché vengano garantiti i servizi essenziali alle persone e che tra questi la presenza di un servizio postale efficiente è indispensabile per evitare l’isolamento di dette zone;

Considerato che a seguito del passaggio nel 1998 di Poste Italiane da Ente Pubblico Economico a Società per Azioni in Molise c’è stato un forte processo di razionalizzazione che ha portato alla soppressione delle Direzioni Compartimentali con la perdita di circa 165 posti di lavoro e il trasferimento delle funzioni decisionali ad altre realtà territoriali quali Bari per gli uffici postali e per l’amministrazione del personale e prima Pescara e poi Roma per il recapito;

Tenuto conto che detto processo di razionalizzazione partito con la privatizzazione di Poste Italiane ha determinato in Molise una consistente riduzione del personale passato da 1.635 a circa 950 unità applicate di cui 350 circa impegnate per le attività di recapito e smistamento posta;

Verificato, altresì, che nel 2009 Poste Italiane in qualità di fornitore del “servizio universale” ha ricevuto dallo Stato 372 milioni di euro come compensazione per il servizio prestato in ogni comune a fronte di un costo sostenuto di circa il doppio ovvero pari a oltre 700 milioni di euro;

Visto il Contratto di Programma siglato nel 2011 da Poste Italiane e il Ministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani, che prevede la possibilità “di effettuare il recapito della corrispondenza a giorni alterni in tutte le aree geografiche o ambiti territoriali con una densità inferiore a 200 abitanti /kmq e comunque fino ad un massimo di un ottavo della popolazione nazionale” ovvero recapitare la posta a giorni alterni in presenza di particolari situazioni di natura geografica o infrastrutturale oppure in zone dove la popolazione è inferiore a 200 abitanti per kmq;

Verificato altresì che il Contratto di cui sopra prevede anche la possibilità per Poste Italiane di “ridefinire la propria articolazione base del servizio secondo parametri più economici concordando eventualmente con le autorità locali una presenza più articolata nelle singole aree territoriali, i cui costi non siano a carico della Società stessa” ovvero spostando quota parte dei costi di gestione alle amministrazioni comunali per garantire la piena fruibilità del servizio postale ai loro cittadini;

Tenuto presente che con l’ultima riorganizzazione del modello del recapito si è passati da 6 giorni di consegna a 5 (dal lunedì al venerdì) con una riduzione dei costi che ha determinato nel 2011 un risparmio di oltre 170 milioni di euro a scapito di un servizio che si è dimostrato in molte occasioni inefficiente e che è ancora in atto un processo di razionalizzazione che vedrà ridotti ulteriormente le attività di recapito e di apertura degli uffici postali nei piccoli comuni;

IMPEGNA LA GIUNTA REGIONALE

    A farsi carico dell’apertura di un tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali dei lavoratori postali per recepire le diverse rivendicazioni e stabilire di concerto le azioni da intraprendere nei confronti del Ministero dello Sviluppo Economico e del Management di Poste Italiane S.p.A.;
    Ad intraprendere ogni iniziativa di sensibilizzazione nei confronti del Governo Nazionale e del Parlamento al fine di SALVAGUARDARE L’ESIGIBILITÀ DEL SERVIZIO POSTALE ANCHE PER I 10 MILIONI DI CITTADINI ITALIANI RESIDENTI IN AREE MARGINALI O CON POPOLAZIONE INFERIORE A 200 ABITANTI PER KMQ IVI COMPRESA L’INDIVIDUAZIONE DI FORME DI COPERTURA DEI COSTI DEL SERVIZIO A CARICO DELLO STATO;
    A sollevare una questione specifica per la funzionalità del servizio postale in Molise nei confronti di Poste Italiane S.p.A. in particolare dei compartimenti di Bari e Roma al fine di non penalizzare il territorio della regione Molise, fermo restando l’impegno istituzionale regionale a raccordare i piccoli comuni su forme di cooperazione finalizzate all’abbattimento delle spese degli uffici postali periferici in modo tale che alle persone anziane e alle fasce popolari più deboli non venga meno l’esigibilità di un diritto fondamentale di cittadinanza.

Campobasso, 22 marzo 2012

http://bachecatermolese.org/2012/03/23/ordine-del-giorno-sulla-vertenza-dipendenti-poste-italiane-s-p-a-del-molise-di-michele-petraroia/
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22/3/2012

Anche Ermete Realacci, parlamentare del Pd, presenta una

INTERROGAZIONE AL MINISTRO: "UN SERVIZIO DA NON CONTRARRE"

Negli ultimi anni la società Poste italiane Spa ha avviato un processo di razionalizzazione del servizio, procedendo alla chiusura degli uffici postali, alla riduzione degli orari di apertura degli sportelli in diverse aree del territorio nazionale, specie quelle geograficamente più svantaggiate, e infine alla sospensione del servizio «porta-lettere» del sabato. In particolare sono sempre più numerose segnalazioni da parte dei sindaci di molti comuni toscani, delle comunità montane della regione, dell'Anci Toscana e i disservizi di Poste Italiane. Le segnalazioni risultano in prevalenza fatte dagli abitanti dei comuni montani, in particolare quelli piccoli, che storicamente sono i più difficili da servire, ma seri disagi sono segnalati sempre più spesso anche in aree più vaste. Le tipologie più frequenti dei disagi lamentati dall'utenza sono, come già detto: la riduzione dell'orario di ufficio, la drastica riduzione del servizio di distribuzione della posta, la definiva chiusura dell'ufficio. È questo il caso dell’ufficio postale della frazione di Ponte a Egola nel Comune di San Miniato in provincia di Pisa che a partire dal 19 marzo 2012 non osserverà più l’apertura pomeridiana dell’ufficio.

“Chiediamo al Ministro di intervenire”, spiega Realacci, “anche favorendo una concertazione fra la direzione regionale toscana di Poste italiane Spa, la regione Toscana e le amministrazioni locali, per evitare che decisioni unilaterali assunte dall'azienda arrechino seri disagi agli abitanti dei comuni della regione Toscana al fine di garantire l'effettiva erogazione di un servizio pubblico di qualità nel rispetto del contratto di servizio postale universale. Inoltre CHIEDIAMO SE NON RITENGA UTILE VERIFICARE LE NEGATIVE CONSEGUENZE PRATICHE PREVISTE DALLE DEROGHE ALLA CONTINUITÀ DEL SERVIZIO POSTALE INSERITE NEL CONTRATTO DI SERVIZIO PER LE REALTÀ LOCALI PIÙ PICCOLE”.

Nel testo dell’interrogazione si spiega che Ponte a Egola è un paese di 6.000 abitanti circa, ma l’ufficio postale in questione effettua servizio anche per le frazioni di San Donato di 2.000 abitanti circa, Molino a Egola di 1.000 circa, Stibbio-San Romano per altri 1.300 abitanti circa. Inoltre questo era l’unico ufficio postale con apertura pomeridiana a servizio di tutta la Val d’Egola, poiché i piccoli uffici presenti il pomeriggio restano chiusi già da diversi anni. A Ponte a Egola risultano infatti due uffici postali: il primo sito in via della Gioventù, il cui orario è stato da poco ridotto, il secondo, in via Gramsci, che conserva l’apertura pomeridiana ma riservato solo alla clientela “PT-Business”. Il contratto di programma tra lo Stato e Poste italiane Spa per l'espletamento del servizio postale universale prevede, quale dovere per la società, quello di conseguire determinati obiettivi di qualità, tra cui quelli concernenti l'adeguatezza degli orari di apertura degli sportelli rispetto alle prestazioni richieste. La riduzione dell'orario di ufficio, del servizio di distribuzione della posta, per non parlare della chiusura dell'ufficio, comportano spesso un calo incolmabile della qualità del servizio, che, rientrando nel cosiddetto «servizio universale», dovrebbe essere garantito a tutta la cittadinanza. (Fonte: Ufficio Stampa)

http://www.gonews.it/articolo_127432_Anche-Ermete-Realacci-interessa-della-riduzione-orario-alle-poste-Ponte-Egola.html

luca_1966:
Ministero Sv. Ec., 20/3/2012

ISPETTORATI TERRITORIALI NEL SETTORE POSTALE

È pubblicata on line la sintesi del lavoro ispettivo e di vigilanza sul mercato postale svolto nel 2011 dagli Ispettorati Territoriali sull’intero territorio nazionale con il coordinamento dalla DGRSP-Divisione III.

È stato infatti considerato fondamentale accompagnare il processo di liberalizzazione del settore con una politica regolatoria efficace, sostenuta da una costante attività di monitoraggio, controllo e all’occorrenza sanzionatoria diretta a PRESERVARE IL SERVIZIO UNIVERSALE, IN PARTICOLARE NELLE AREE SVANTAGGIATE DEL PAESE, e a garantire uno sviluppo ordinato del mercato evitando comportamenti illeciti da parte degli operatori economici (vedi slide sull'attività di vigilanza e controllo 2011).

L’apertura alla concorrenza del settore postale - ormai pienamente avviata dopo il recepimento della terza direttiva europea (direttiva 2008/6/CE) attuata con il d.lgs. n. 58 del 31 marzo 2011 - è stata necessariamente accompagnata da un rafforzamento delle funzioni di vigilanza e controllo svolte dal Ministero dello sviluppo economico nella delicata fase di transizione, poiché ritenute imprescindibili per la creazione di un mercato dei servizi postali realmente trasparente e competitivo.

Infine, con il decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201 - convertito in  legge dall’art. 1, c.1 della legge  n. 214 del 2011 - è stata  effettuata (Cap. III, art.21, commi 13 - 20) la soppressione dell’Agenzia nazionale di regolamentazione (art.2 del d.lgs n. 58/2011), nonché il trasferimento all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni delle funzioni ad essa attribuite, comprese quelle ispettive e di vigilanza sul mercato postale.

http://www.sviluppoeconomico.gov.it/index.php?option=com_content&view=article&viewType=1&idarea1=593&idarea2=0&idarea3=0&idarea4=0&andor=AND&sectionid=0&andorcat=AND&partebassaType=0&idareaCalendario1=0&MvediT=1&showMenu=1&showCat=1&showArchiveNewsBotton=0&idmenu=2263&id=2022767

luca_1966:
http://www.ilpostale.it/INTERROGAZIONEstatoazienda15MAR2012.pdf

Interrogazione a risposta scritta 4-07105 presentata da Elio Lannutti il 15/3/2012, seduta n.693 - Senato

Ai Ministri dello sviluppo economic, dell'economia e delle finanze..

..il segretario regionale Franco Battista della Slp (Sindacato dei lavoratori postali)-Cisl: «L'amministratore parla di servizio a domicilio attraverso l'uso dei palmari ma non dice che il più delle volte quei palmari si bloccano o perdono la rete, tant'è che quotidianamente metà dei nostri portalettere non li usano. Dovremo aggiustare le discrasie che si sono verificate nell'implementazione del servizio postale e noi vogliamo capire cosa è successo ma è chiaro che le linee aziendali sono dipese pesantemente dalle indicazioni di un management che non si pone più il problema se la posta venga recapitata o meno ma pensa solo ad operare tagli sempre più consistenti. Noi non li accompagneremo su progetti di scempio che distruggeranno in via definitiva il settore postale, rispetto ai soli obiettivi che loro hanno di riduzione dei costi, di contrazione del servizio e di tagli al personale.».

..la posta e i giornali non arrivano più nelle case degli italiani con frequenza quotidiana e con la qualità dichiarata;

il progetto di riportare i pacchi all'interno dei servizi postali, sul quale il sindacato aveva offerto piena disponibilità, è fallito;

nel 2011 Poste italiane ha perso molti clienti importanti quali Inps, Sky, UniCredit, Sogei, H3g, Grancasa, e molti altri hanno dimezzato le spedizioni per oltre 500 milioni di pezzi;

(..)

al Corporate centrale lavorano più di un migliaio di persone che non sono dipendenti di Poste italiane;

i servizi postali non partecipano quasi mai alle gare e nel settore non nasce da tempo alcun prodotto da offrire al mercato;

(..)

si chiede di sapere:

se al Governo risulti quali siano i motivi per cui la metà dei palmari dei portalettere sono inutilizzati e bloccati e per quale servizio sarebbero stati adottati;

..quali azioni e quali provvedimenti i Ministri in indirizzo, per quanto di competenza, intendano intraprendere per risolvere la citata situazione di grave inefficienza di un servizio di interesse generale ed essenziale, qual è quello postale, anche sotto forma di un'attività di vigilanza e ispezione nei confronti dell'azienda Poste italiane.

luca_1966:
Firenze, 3 maggio 2012

Alla cortese attenzione del Presidente del Consiglio regionale

Mozione ai sensi dell’art. 167 del Regolamento Interno

Oggetto: SUL FUTURO DEI SERVIZI POSTALI IN TOSCANA ED IN PARTICOLARE NEL TERRITORIO ARETINO

Il Consiglio Regionale

Premesso che la fornitura del servizio postale e delle prestazioni in esso ricomprese è un servizio universale, sancito per legge, "da fornire permanentemente in tutti i punti del territorio nazionale, incluse le situazioni particolari delle isole minori e delle zone rurali e montane" (Dlgs. N. 261/1999 attuazione della Direttiva 97/67/CE concernente regole comuni per lo sviluppo del mercato interno dei servizi postali comunitari e per il miglioramento della qualità del servizio), nel suddetto decreto legislativo è specificato che il servizio universale è caratterizzato come segue:

a) la qualità è definita nell'ambito di ciascun servizio e trova riferimento nella normativa europea;
b) il servizio è prestato in via continuativa per tutta la durata dell'anno
c) la dizione "in tutti i punti del territorio nazionale" trova specificazione, secondo criteri di ragionevolezza, attraverso l'attivazione di un congruo numero di punti di accesso, al fine di tenere conto delle esigenze dell'utenza. Detti criteri sono individuati con provvedimento dell'autorità di regolamentazione;

Considerato che a seguito del passaggio nel 1998 di Poste Italiane da ente Pubblico Economico a Società per Azioni è stato avviato in tutto il territorio nazionale, ed anche in Toscana, un drastico processo di razionalizzazione del servizio postale universale: dalla chiusura degli uffici alla riduzione di orari e giorni per gli sportelli dislocati sul territorio;

Rilevato che, come previsto nel d.lgs n. 261/1999, art. 3, comma 12, lo Stato Italiano contribuisce a finanziare l'onere per la fornitura del servizio universale con trasferimenti quantificati nel contratto con il Ministero dello sviluppo Economico;

l'onere del servizio postale universale riguardante l'esercizio 2010, al netto delle somme stanziate dallo Stato per compensazioni finanziarie per € 364.000.000,00, è risultato pari a € 325.000.000,00 (Decreto Ministero dello Sviluppo Economico 1 luglio 2011 "Fondo di compensazione degli oneri del servizio postale universale. Esercizio 2011");

Preso atto che il d.lgs 58/2011 affida direttamente a "Poste italiane" il servizio universale per altri 15 anni, prevedendo una verifica quinquennale, operata dall'Autorità di regolamentazione sulla base di criteri da essa predisposti, di miglioramenti di efficienza, a pena di revoca dell'affidamento;

Considerato che, dall'ultimo accertamento dell'ispettorato territoriale della Direzione generale per la regolamentazione del settore postale del Ministero dello Sviluppo Economico, nella regione Toscana risultano sanzionati il 10% dei casi accertati (dati ministero);

che i richiami e le segnalazioni risultano fatte dai residenti, in maggioranza, dei comuni montani, in particolare quelli con più bassa densità di popolazione, che storicamente denunciano situazioni difficili da servire, con gravi disagi (soprattutto per le fasce più deboli, ma non solo);

la mancanza di ufficio postale in molti di questi comuni montani e disagiati è aggravata dal fatto che non sono attive reti di adsl efficienti che possano garantire almeno parte dei pagamenti on line;

Premesso che Poste italiane lo scorso mese di Aprile ha presentato il nuovo piano di ristrutturazione dei servizi postali sul territorio nazionale che investe 5 regioni nel 2012 e tutte le altre nel 2013;

Premesso che la Toscana è fra le prime 5 regioni a subire un taglio di 426 zone nel recapito (passeranno dalle attuali 2492 a 2066) e con la trasformazione del CMP (centro di meccanizzazione postale) di Pisa in Centro P, che comporterà la riduzione di 130 unità (passerà dalle attuali 245 a 115).

Considerato che il taglio delle zone produrrà circa 474 esuberi ma che tale cifra aumenta con la compressione del CMP di Pisa ad una perdita totale di oltre 600 posti di lavoro in Toscana;

Visto che anche nel territorio provinciale di Arezzo sono previsti tagli per 32 zone di recapito con 38 esuberi;

Considerato che il piano stravolgerebbe la distribuzione della corrispondenza con conseguenze catastrofiche sulla qualità dei servizi offerti;

Considerato che in particolare il piano compromette fortemente la qualità del servizio postale aretino, territorio già fortemente colpito dai tagli effettuati dal 2006 ad oggi, in quanto rappresenterebbe la terza ristrutturazione in meno di 6 anni;

Considerato che tale piano di riduzione dei costi non sarebbe supportato da una strategia di sviluppo per rilanciare il settore;

Evidenziato che già da fine estate è prevista, nel territorio provinciale di Arezzo, la chiusura di 14 Uffici Postali e la razionalizzazione di altri 5 tra i quali, da notizie giornalistiche, risulterebbero esservi:

 - Valdarno: Moncioni, Montegonzi, Pietraviva.
 - Casentino: Porrena, Santa Mama, Serravalle di Bibbiena, Camaldoli, Moggiona di Poppi Valdichiana: Ciggiano, Civitella della Chiana, Centoia
 - E altre 3 sedi non precisate

Che gli uffici proposti per ulteriore razionalizzazione sarebbero:
 - Faltona, Borgo alla Collina, Campogialli, Monte San Savino centro storico;

QUANTO SOPRA PREMESSO E CONSIDERATO IMPEGNA LA GIUNTA REGIONALE

A convocare la direzione regionale di Poste Italiane S.p.A per elaborare un accordo che scongiuri i disagi alla popolazione della Toscana e che prospetti una soluzione alternativa ai tagli occupazionali;

a segnalare il caso all’Autorità di vigilanza governativa competente [AGCOM?], che valuterà se applicare le relative sanzioni a carico di Poste Italiane spa;

ad intraprendere le misure necessarie per GARANTIRE IL RISPETTO SUL TERRITORIO TOSCANO DEL PRINCIPIO DI SERVIZIO UNIVERSALE, QUALE È IL SERVIZIO POSTALE, GARANTENDO UN'EFFETTIVA EROGAZIONE DEL SERVIZIO PUBBLICO DI QUALITÀ NEL RISPETTO DEL CONTRATTO DEL SERVIZIO POSTALE;

ad intraprendere le misure necessarie per sostenere economicamente i comuni più disagiati per garantire i servizi di prossimità e quelli postali (come previsto già dal D.P.G.R. 21-10-2009 n. 60/R);

Stefano Mugnai

http://www.toscananews24.it/downloads/catalog/7852_Poste%20-%20Mozione%20di%20Stefano%20Mugnai%20(Pdl).pdf

[Peraltro il Consigliere regionale Mugnai fa riferimento, come area politica di appartenenza, al PDL, partito che a suo tempo, attraverso il Ministro Romani, ha emanato il DLgs 58/2011. Questo decreto, riprodotto in altre sezioni del forum, altro non è che la stesura programmatica dei (qui) denunciati disservizi. Evidentemente la responsabilità amministrativa su scala regionale si incardina su valori diversi da quelli "osservati" centralmente].

http://www.consiglio.regione.toscana.it/politica/consiglieri/schede-biografiche/mugnai.asp
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Citazione di: luca_1966 - Gennaio 06, 2012, 14:33:41

Non è dato sapere come e in quali termini le «particolari situazioni di natura infrastrutturale o geografica» (vedi comma 7, art. 3, DLgs 58/2011) che caratterizzano il suolo italiano siano improvvisamente assurte ad invalicabili barriere architettoniche, tanto da giustificare la «deroga concessa dall'autorità» per certe aree geografiche. Il servizio universale, che «in particolare nelle regioni montuose e insulari, svolg[e] un ruolo importante», dal 2011 diventa un servizio elitario per le grandi vie di comunicazione, nonostante anche la direttiva del 2008 sottolinei quanto sia «opportuno mantenere pienamente il servizio universale e i requisiti qualitativi esposti nella direttiva 97/67/CE», considerato che «LA FORNITURA DI SERVIZI POSTALI ..OFFRE ALLE REGIONI REMOTE E ALLE REGIONI SCARSAMENTE POPOLATE NUOVE POSSIBILITÀ DI PARTECIPARE ALLA VITA ECONOMICA, PER LA QUALE LA FORNITURA DI SERVIZI POSTALI EFFICIENTI COSTITUISCE UN REQUISITO IMPORTANTE».

(..vedi alla citazione..)


DLgs 261/1999 (prima della modifica ex DLgs 58/2011)

Art. 3 (Servizio universale)

1. Il servizio universale assicura le prestazioni in esso ricomprese, di qualità determinata da fornire PERMANENTEMENTE IN TUTTI I PUNTI del territorio nazionale a prezzi accessibili A TUTTI GLI UTENTI.

2. (..)

DLgs 261/1999 (dopo la modifica ex DLgs 58/2011)

Art. 3 (Servizio universale)

1. È assicurata la fornitura del servizio universale e delle prestazioni in esso ricomprese, di qualità determinata, da fornire PERMANENTEMENTE IN TUTTI I PUNTI del territorio nazionale, INCLUSE LE SITUAZIONI PARTICOLARI DELLE ISOLE MINORI E DELLE ZONE RURALI E MONTANE, a prezzi accessibili ALL'UTENZA.

2. (..)

(..)

7. È FATTA SALVA LA FORNITURA A GIORNI ALTERNI, CHE È AUTORIZZATA DALL'AUTORITÀ DI REGOLAMENTAZIONE, IN PRESENZA DI PARTICOLARI SITUAZIONI DI NATURA INFRASTRUTTURALE O GEOGRAFICA IN AMBITI TERRITORIALI CON UNA DENSITÀ INFERIORE A 200 ABITANTI/KMQ E COMUNQUE FINO AD UN MASSIMO DI UN OTTAVO DELLA POPOLAZIONE NAZIONALE. OGNI CIRCOSTANZA ECCEZIONALE OVVERO OGNI DEROGA CONCESSA DALL'AUTORITÀ DI REGOLAMENTAZIONE AI SENSI DEL PRESENTE COMMA È COMUNICATA ALLA COMMISSIONE EUROPEA.

gianni il vecchio:
risultato?

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