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Autore Discussione: Privatizzazione  (Letto 15487 volte)
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« Risposta #30 inserito:: Agosto 31, 2012, 21:16:54 »

tu vai all'ufficio postale per richiedere una carta postepay o una carta del bancomat? poi ti arriva a casa tramite lettera con il pin. Questo lo si potrà fare (se attivano quello che dicono) direttamente dal palmare del portalettere senza fare l'inutile fila allo sportello.

Ma io non capisco se intendi una carta nuova.. (contratto postepay o bancoposta ) oppure una carta smarrita e richiesta..
Perchè credo che se si tratta di una carta NUOVA.. è difficile si possa realizzare..
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« Risposta #31 inserito:: Agosto 31, 2012, 21:56:45 »

non capisco perchè è difficile. Io sono andato all'ufficio postale e l'impiegata ha preso i miei dati e li ha aggiunti nel computer per avere la carta. Poi mi è arrivata a casa tramite lettera.
Io penso che sia possibile, il portalettere inserisce i dati nel palmare e poi la carta arriva a casa con il pin.

E' la stessa cosa.

Spiegami perchè a te sembra difficile
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« Risposta #32 inserito:: Agosto 31, 2012, 22:00:34 »

Quindi la chiusura degli uffici nelle zone svantaggiate verrebbe compensata dai servizi supplementari offerti dal postino.. Ma i corsi di aggiornamento, stando al forum, riguardano anche i portalettere "metropolitani" (vedi recentemente Vikingo69 - Bolzano)..

i corsi riguardano tutti i portalettere, a lei hanno detto che entro ottobre dovrà essere formato il 40% dei portalettere. Poi magari al nord sarà cosi, ma sappiamo che al sud di palmari ne sono comparsi ben pochi.
Per il resto si, a lei hanno detto che questo servizio avrà un grande successo perchè a chiudere saranno gli sportelli postali e non il recapito, che con € 1.50 in più, permetterà alle persone che abitano in quei paesi colpiti dalle chiusure o che cmq non hanno voglia di recarsi in ufficio per pagare un semplice bollettino, di pagarlo comodamente da casa.
I sindacati hanno proposto da tempo a poste di svolgere questi servizi nuovi nel recapito, proprio perchè il volume della posta è diminuito. Di cosa ci meravigliamo?? Se lo dicono i sindacati anche i capi lo sanno
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« Risposta #33 inserito:: Settembre 01, 2012, 00:47:35 »

Forse si tratta di un naturale (capillare) sviluppo degli uffici postali mobili, che qualche anno fa sopperivano a carenze logistiche sul territorio. Ogni postino dovrà essere in grado di svolgere le funzioni base di un ufficio postale. All'occorrenza, per strada, dovrà sospendere la consegna della corrispondenza per connettersi con il palmare. Mah. L'idea è buona, ma quando consegni ogni interruzione è deleteria.. E poi, il potenziale cliente come ti contatta? Ti intercetta la mattina? Oppure ti scrive una mail sul palmare? Oppure è Poste a convogliare e distribuire le richieste? Il postino di una zona priva di uffici verrà tendenzialmente risucchiato dal nuovo "mestiere" (e la posta cartacea consegnata sommariamente da qualche occasionale sostituto), mentre quello "metropolitano" potrà in linea di massima proseguire nella tradizionale veste di portalettere (salvo alcune richieste "tecnologiche" da assolvere così come le raccomandate, i verbali, i telegrammi).


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« Ultima modifica: Settembre 01, 2012, 01:12:45 da luca_1966 » Registrato
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« Risposta #34 inserito:: Settembre 01, 2012, 10:40:56 »

Forse si tratta di un naturale (capillare) sviluppo degli uffici postali mobili, che qualche anno fa sopperivano a carenze logistiche sul territorio. Ogni postino dovrà essere in grado di svolgere le funzioni base di un ufficio postale. All'occorrenza, per strada, dovrà sospendere la consegna della corrispondenza per connettersi con il palmare. Mah. L'idea è buona, ma quando consegni ogni interruzione è deleteria.. E poi, il potenziale cliente come ti contatta? Ti intercetta la mattina? Oppure ti scrive una mail sul palmare? Oppure è Poste a convogliare e distribuire le richieste? Il postino di una zona priva di uffici verrà tendenzialmente risucchiato dal nuovo "mestiere" (e la posta cartacea consegnata sommariamente da qualche occasionale sostituto), mentre quello "metropolitano" potrà in linea di massima proseguire nella tradizionale veste di portalettere (salvo alcune richieste "tecnologiche" da assolvere così come le raccomandate, i verbali, i telegrammi).


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« Risposta #35 inserito:: Settembre 01, 2012, 10:43:42 »

Unica "parola" A.S.I.

gia. ma pare che i postali odierni non lo vogliono capire.

e poi sono io il vecchio.
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« Risposta #36 inserito:: Settembre 01, 2012, 13:09:46 »

Unica "parola" A.S.I.
Secondo me questa cosa con l'ASI a poco a che vedere, alla fine loro si occupano di commerciale mica vanno tutti i giorni in zona a consegnare posta o altro, si tratta di due cose diverse.
Credo inoltre che per svolgere queste funzioni occorra ben più di un semplice palmare, si dovrebbe pensare a strumenti più potenti come netbook o tablet (in questo secondo caso poste ha un accordo per la distribuzione dei prodotti ZTE) abbinati ai servizi postemobile, in quel caso si potrebbe davvero parlare di ufficio mobile, utile in quelle realtà dove gli uffici non ci sono.
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« Risposta #37 inserito:: Settembre 01, 2012, 13:31:33 »

ovviamante, ma anche i postini di 50 anni fa non facevano le stesse cose che facciamo noi ora.

dai tempo al tempo.
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« Risposta #38 inserito:: Settembre 01, 2012, 13:36:59 »

Secondo me questa cosa con l'ASI a poco a che vedere, alla fine loro si occupano di commerciale mica vanno tutti i giorni in zona a consegnare posta o altro, si tratta di due cose diverse.
Credo inoltre che per svolgere queste funzioni occorra ben più di un semplice palmare, si dovrebbe pensare a strumenti più potenti come netbook o tablet (in questo secondo caso poste ha un accordo per la distribuzione dei prodotti ZTE) abbinati ai servizi postemobile, in quel caso si potrebbe davvero parlare di ufficio mobile, utile in quelle realtà dove gli uffici non ci sono.

Permettimi un'annotazione.. con le giuste relise (aggiornamenti) un palmare può fungere da
PC..attualmente col palmare gli asi possono:


-Pagare Bollettini 896 (abbinato al pos) -in alcune località qualsiasi ptl può farlo-
-Fare ricariche postepay (abbinato al pos) - in alcune località qualsiasi ptl può farlo-
-Attivare servizi Seguimi,Aspettami,Dimmiquando(pagabile ANCHE con pos)
-Vendere carnet di pacchi(paccoceler1 e paccocelere3) (pagabili ANCHE con pos)

quindi... cosa non potrebbe fare un palmare, secondo te?
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« Risposta #39 inserito:: Settembre 01, 2012, 13:55:26 »

Permettimi un'annotazione.. con le giuste relise (aggiornamenti) un palmare può fungere da
PC..attualmente col palmare gli asi possono:


-Pagare Bollettini 896 (abbinato al pos) -in alcune località qualsiasi ptl può farlo-
-Fare ricariche postepay (abbinato al pos) - in alcune località qualsiasi ptl può farlo-
-Attivare servizi Seguimi,Aspettami,Dimmiquando(pagabile ANCHE con pos)
-Vendere carnet di pacchi(paccoceler1 e paccocelere3) (pagabili ANCHE con pos)

quindi... cosa non potrebbe fare un palmare, secondo te?


Attivate postepay vergini, spedire raccomandate,pagare bollettini non premarcati, pagare f24. effettuare bonifici online (tutto con pos il contante se possibile lo eviterei per non far diventare i portalettere possibili bersagli da arte di male intenzionati), anche perché la maggior parte di questi prodotti presentano codici a barre o di tipo qr facilmente leggibili da qualsiasi terminale o si effettuano online.
Non è poco quello che già fanno ma con qualche accorgimento in più si potrebbe fare anche meglio.
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« Risposta #40 inserito:: Settembre 01, 2012, 15:31:26 »

Attivate postepay vergini, spedire raccomandate,pagare bollettini non premarcati, pagare f24. effettuare bonifici online (tutto con pos il contante se possibile lo eviterei per non far diventare i portalettere possibili bersagli da arte di male intenzionati), anche perché la maggior parte di questi prodotti presentano codici a barre o di tipo qr facilmente leggibili da qualsiasi terminale o si effettuano online.
Non è poco quello che già fanno ma con qualche accorgimento in più si potrebbe fare anche meglio.

Ho dimenticato una cosa..
spediere posta free busta(raccomandata insomma)
spedire posta free pack maggiorato
spedire posta free pack MEDIUM..

Credo che manchi solo l'attivazione delle postpay"vergini" come hai detto..
Quando ci daranno l'applicativo come all'UP (oracolo) allora potremo fare anche quello..
Il bonifico on line ..non credo lo faremo... se è on line...
I bollettini non premarcati non li pagheremo mai(secondo me)... ti piacerebbe camminare con 4000000000 euro in tasca al rientro della gita ogni giorno.. mi sembra di no da come hai detto .. che non ti piacerebbe essere il bersaglio dei Ladri..
« Ultima modifica: Settembre 01, 2012, 15:40:23 da SaLvObIoNdO » Registrato

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« Risposta #41 inserito:: Settembre 01, 2012, 16:04:01 »

Ho dimenticato una cosa..
spediere posta free busta(raccomandata insomma)
spedire posta free pack maggiorato
spedire posta free pack MEDIUM..

Credo che manchi solo l'attivazione delle postpay"vergini" come hai detto..
Quando ci daranno l'applicativo come all'UP (oracolo) allora potremo fare anche quello..
Il bonifico on line ..non credo lo faremo... se è on line...
I bollettini non premarcati non li pagheremo mai(secondo me)... ti piacerebbe camminare con 4000000000 euro in tasca al rientro della gita ogni giorno.. mi sembra di no da come hai detto .. che non ti piacerebbe essere il bersaglio dei Ladri..

Be infatti si dovrebbero pagare con pos.
Il problema cmq è che l'Asi è un servizio a richiesta, mentre quello che intendo io e che tutte queste operazioni dovrebbero essere offerte da tutti i portalettere, magari escludendo solo quelli metropolitani o in città con più di 30000 abitanti, dove sono presenti sia uffici che ASI, cosi da sopperire a quelle mancanze strutturarli sul territorio.
Come dire se maometto non va alla montagna la montagna va da maometto.

P.s io sono, per ora, solo un ricorsista e parlo da cittadino.
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« Risposta #42 inserito:: Settembre 01, 2012, 16:07:36 »

Be infatti si dovrebbero pagare con pos.
Il problema cmq è che l'Asi è un servizio a richiesta, mentre quello che intendo io e che tutte queste operazioni dovrebbero essere offerte da tutti i portalettere, magari escludendo solo quelli metropolitani o in città con più di 30000 abitanti, dove sono presenti sia uffici che ASI, cosi da sopperire a quelle mancanze strutturarli sul territorio.
Come dire se maometto non va alla montagna la montagna va da maometto.

P.s io sono, per ora, solo un ricorsista e parlo da cittadino.
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questi servizi che hanno spiegato al corso sono tutti su prenotazione quindi a richiesta. Forse è l'asi?
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« Risposta #43 inserito:: Settembre 01, 2012, 17:57:40 »

per il momento si, ma alla fine della storia lo faranno tutti. ovviamente ci vorranno anni.

ho scoperto una cosa sui palmari, tempo fa, i primi li usarono gli americani nel 1979 o giu di li
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« Risposta #44 inserito:: Settembre 01, 2012, 19:54:09 »

(tutto con pos il contante se possibile lo eviterei per non far diventare i portalettere possibili bersagli da arte di male intenzionati)

I bollettini non premarcati non li pagheremo mai(secondo me)... ti piacerebbe camminare con 4000000000 euro in tasca al rientro della gita ogni giorno.. mi sembra di no da come hai detto .. che non ti piacerebbe essere il bersaglio dei Ladri..

...
tranquilli
mamma poste non vorrà mai pagare
l'indennità cassa ai portalettere
...
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« Risposta #45 inserito:: Settembre 01, 2012, 19:59:16 »

Il problema cmq è che l'Asi è un servizio a richiesta, mentre quello che intendo io e che tutte queste operazioni dovrebbero essere offerte da tutti i portalettere, magari escludendo solo quelli metropolitani o in città con più di 30000 abitanti, dove sono presenti sia uffici che ASI, cosi da sopperire a quelle mancanze strutturarli sul territorio.

 Huh? Huh? Huh?
credo che non saremo esclusi
qui da me ci sono 106.000 abitanti
e abbiamo già iniziato con i corsi sp
nonostante 10 sportelli (o succursali)
e 4 asi (ok sono solo 2, solito discorso sul fatto che siamo sempre sottorganico)
...
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« Risposta #46 inserito:: Settembre 01, 2012, 20:11:35 »

Quando Bancoposta diverrà un'entità autonoma, il portalettere resterà promiscuo?
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« Risposta #47 inserito:: Settembre 01, 2012, 23:10:56 »

Huh? Huh? Huh?
credo che non saremo esclusi
qui da me ci sono 106.000 abitanti
e abbiamo già iniziato con i corsi sp
nonostante 10 sportelli (o succursali)
e 4 asi (ok sono solo 2, solito discorso sul fatto che siamo sempre sottorganico)
...

Be tale scelta sarebbe stata solo una cosa fatta per buon senso...
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« Risposta #48 inserito:: Settembre 02, 2012, 08:08:15 »


...
forse il loro buon senso
sta nel dimostrare che il recapito non ha bisogno dei sportelli
così se gl'intascano a gratis
...
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« Risposta #49 inserito:: Settembre 02, 2012, 20:12:24 »

Il pagamento di bollettini, del modello F24 (per il versamento dei tributi da parte dei titolari di partita IVA); l'effettuazione di bonifici online: sono tutte operazioni che non riguardano il recapito postale.

Lo sono, invece, l'attivazione dei servizi "seguimi", "aspettami", "dimmiquando"; la vendita di carnet di pacchi (paccocelere1 e 3) e probabilmente l'attivazione di Postpay.

Eppure tutte queste attività possono essere svolte indifferentemente dal portalettere con l'ausilio del ..palmare. Ma..

Quando Bancoposta diverrà un'entità autonoma, il portalettere resterà promiscuo?

Perché è ..palmare che una banca in regime di concorrenza e separata dalla divisione Recapito non potrà avvalersi tacitamente dei portalettere per soddisfare la propria clientela.
_ _ _ _

Intanto, però, altri studiano di dotare il personale su strada con il palamre (committente ignoto):

<<Opportunità di progetto
giugno 14, 2012 by Domenico Boiano

Nell’ambito della XVIII edizione del programma Junior Consulting è venuta a crearsi una nuova opportunità di progetto. Siamo alla ricerca di giovani laureandi in Ingegneria Informatica/Informatica da inserire su un progetto per un’importante azienda del settore Mobile e Telecomunicazioni. Di seguito una breve descrizione dell’attività:

Postino Telematico

Il progetto mira a ridefinire il ruolo del portalettere in uno sportello mobile per l’accesso a servizi e l’acquisto di prodotti.

A valle di una fase di studio sulle piattaforme di sviluppo, volto ad identificare quella più flessibile, le attività di progetto si focalizzeranno sulla selezione e prototipazione di una specifica app.

Attività:

- Analisi di mercato su dispositivi mobili, ponendo particolare attenzione al segmento tablet
- Service Concept Definition
- Analisi, progettazione e sviluppo del prototipo
- Modello di offerta

Il progetto partirà il 3 luglio 2012.

I requisiti preferenziali per la candidatura sono:

- essere laureandi di laurea specialistica in Ing. Informatica, Informatica.
- avere non più di 4 esami da sostenere alla partenza del programma
- avere una media non inferiore a 26/30
- avere un’età massima di 28 anni

Lo studente, oltre ad avere la possibilità di utilizzare il materiale prodotto per la stesura della tesi di laurea magistrale, avrà come da programma:

- English school di 2 settimane a Dublino
- Tirocinio Formativo con crediti accademici
- Formazione manageriale, relazionale e tecnica con percorsi di preparazione alle certificazioni
- Percorso di crescita personale attraverso colloqui di sviluppo
- Incontri con i top manager delle più importanti realtà aziendali

Per candidarsi, lo studente può inviare un CV aggiornato e completo di autorizzazione al trattamento dei dati personali af.barile@elis.org

Per maggiori informazioni: www.juniorconsulting.it  oppure Tel. 06.43.560.385
>>

http://itmeeting.wordpress.com/
« Ultima modifica: Settembre 02, 2012, 20:58:07 da luca_1966 » Registrato
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« Risposta #50 inserito:: Novembre 23, 2012, 11:30:30 »

INTERPELLANZA PARLAMENTARE DELL'ON. FRANCESCO BOCCIA PD SULLA DIVISIONE TRA POSTE E BANCO POSTA.
http://www.deputatipd.it/Select.asp?Section=Arguments&Mode=Edit&KeyName=ID&KeyValue=36449

IL BOTTA E RISPOSTA TRA ROBERTO MOTTA E L'ON. BOCCIA AVVENUTO SUL PROFILO FB DI BOCCIA

Roberto Motta- Francesco Boccia

18 GIUGNO alle ore 2.06 •
•   HO LETTO LA SUA INTERPELLANZA PARLAMENTARE SU POSTE ITALIANE DEL 28 MAGGIO 2012 RELATIVA AL BLOCCO OPERATIVO DEL' 16 APRILE 2012 E SULLA SCONCERTANTE RICHIESTA DI ACCELERAZIONE DELLO SPIN-OFF TRA POSTE ITALIANE ED IL SETTORE BANCO POSTA.
NON LE NASCONDO IL MIO, E QUELLO DI TANTI LAVORATORI DI POSTE CHE HANNO LETTO LA SUA INTERPELLANZA, TOTALE DISAPPUNTO DI MERITO
LEI SOSTIENE DI ESSERE DALLA PARTE DEI LAVORATORI ?
DALLE SUE ATTIVITA' E DALLE TESI DA LEI SOSTENUTE NON SEMBRA AFFATTO COSI'.
LE ASSICURO, ONOREVOLE, CHE RITENRSI SODDISFATTO DELLA RISPOSTA OTTENUTA DAL GOVERNO SUL BLOCCO DEL 16 APRILE ED INVOCARE IL RECEPIMENTO DI UNA DIRETTIVA
COMUNITARIA ASIMMETRICA NELLA RECIPROCITA' IN TERMINI DI VANTAGGIO COMPARATO E NEL SUO STESSO CONCETTO DI VISIONE COMPLESSIVA DEI SERVIZI POSTALI RENDE EVIDENTE L'ELEVATO GRADO DI IMPRECISIONE E DI CONFUSIONE CHE LEI HA RELATIVAMENTE ALLE CONDIZIONI DI METUS, DI STRESS E DI INSICUREZZA CHE VIVONO I LAVORATORI DI POSTE OGNI GIORNO. LA MEDESIMA MORTIFICAZIONE CHE VIVONO GLI IMPRENDITORI NOSTRANI RISPETTO ALLE ECONOMIE TRANSALPINE GIA' PRIMA DELL'ENTRATA IN VIGORE DELL' EURO.
NONOSTANTE LA TOTALE SFIDUCIA CHE HO NEI CONFRONTI DI TUTTI I POLITICI SENTO IL DOVERE DI CREDERE, PUR CON NOTEVOLE SACRIFICIO, ALLA SUA BUONA FEDE.
ORBENE, SE HA L'UMILTA' CHE CI DEVE MI VENGA A TROVARE PERSONALMENTE. VENGA TRA I LAVORATORI FORSE DOPO SI RISERVERA' UNA MAGGIORE PRUDENZA PRIMA DI ESPORSI SU TEMATICHE TROPPO COMPLESSE PER ESSERE SINTETIZZATE IN POCHE RIGHE.
NON AVREI VOLUTO FARLO MA ORA SARO' COSTRETTO A RISPONDERLE TRAMITE UNA LETTERA CHE INVIERO' ALLA VICE PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE TRASPORTI CHE PURTROPPO, LO DICO PER LA SIMPATIA UMANA PERSONALE, HA FIRMATO LA SUA INTERPELLANZA.
RITENGO CHE IL PROBLEMA DELLA VOSTRA SINISTRA VADA BEN OLTRE LA SINGOLA QUESTIONE SUMMENZIONATA.
RITENGO CHE VOI ORMAI NON RAPPRESENTATE PIU' LE ISTANZE DEI VOSTRI ELETTORI. SIETE TROPPO IMPEGNATI AD INSEGUIRE UN LIBERISMO GLOBALE FALLIMENTARE NEGLI ULTIMI 20 ANNI E CHE RENDE SCEVRE LE VOSTRE POSIZIONI DAI SENTIMENTI E LE ASPIRAZIONI DEI CITTADINI, TRA CUI ANCHE I VOSTRI ELETTORI.
LO DENOTA LA VOTAZIONE IN SENATO SUI TAGLI ALLE PENSIONI D'ORO (70 SENATORI PD SU 110 HANNO VOTATO NO...). LO DENOTA LA VOTAZIONE SULLA REGRESSIVA RIFORMA DEL LAVORO PASSATA IN SENATO (DI SICURO A BREVE ANCHE ALLA CAMERA) CON TUTTO IL VOSTRO APPOGGIO ECC ECC.
PERDONI QUESTA MIA INCURSIONE IN QUESTO SUO SPAZIO, NON SONO SOLITO DI TALI AZIONI MA LA SUA INTERPELLANZA NON POTEVA RESTARE SENZA RISPOSTA.
CORDIALITA'
                                                ROBERTO MOTTA





   Francesco Boccia
18 giugno alle ore 12.26

Caro Roberto, sono certo (e spero) nella tua buona fede esattamente come tu confidi e speri nella mia ma sono stato inondato di mail di lavoratori di poste che ringraziano il gruppo del Pd. Tu, evidentemente, hai preferito leggere solo quello che volevi leggere.
L'interpellanza mirava e mira su come viene gestita l'azienda, sul perchè dei black out ripetuti nonostante i "milionari" investimenti nella rete, sulla genesi di alcuni prodotti finanziari ai limiti della praticabilità legale e a vere prospettive del settore Poste che necessita di investimenti veri che non vengono fatti, anche perché gli utili arrivano dalla finanza (che io contesto a differenza tua, mi pare di capire). Insomma, leggere gli atti unitamente alla storia delle persone e a quello che davvero succede in un'azienda è il primo passo per un'analisi intellettualmente onesta. Poi chi ognuno di noi rappresenta, facciamolo decidere agli elettori o, forse, tu pensi di rappresentarli tutti?
Infine, solo per essere chiari, ti faccio sapere che gli unici che su questa interpellanza hanno storto il naso, sono alcuni pezzi di sindacato guarda caso molto, molto, ma molto vicini al management  che invece nell'interpellanza noi critichiamo chiaramente. Sarà sicuramente una coincidenza, ma era opportuno fartelo sapere.



Roberto Motta- Francesco Boccia
19 giugno

Gentile Onorevole, perdoni se rispondo solo ora ma ho lavorato tutto il pomeriggio e poi ho voluto seguire, con priorità assoluta, la nazionale italiana.
Mi dispiace contraddirla, Onorevole, ma è Lei che si dichiara soddisfatto della risposta del Governo sul black out del 16 aprile 2012 non io. E' lei che non si è posto e non ha posto il problema relativo alle condizioni in cui i lavoratori sono costretti ad operare ogni giorno. Problemi di sicurezza, igiene e formazione.
Avrei ragionato su un medioevo aziendale che favorisce solo la crescita di caporal servili, accondiscendenti e quasi mai pensanti, che annichilisce i meriti, le vocazioni e le pari opportunità discriminando, accezione corretta, persino sull'età.         
Un sistema di relazioni che ormai risulta saturo, di un odore nauseabondo, di interferenze aziendali, politiche e sindacali. 
E' su tali basi che si è realizzato un sistema di relazioni gerarchiche concepite sul concetto di "Potere su" e mai "Poter contare su". Un medioevo aziendale che, incapace di gestire e dare risposte, isola e non recupera, ferisce a morte la dignità e l'integrità dei lavoratori reagendo sempre, con ritorsioni irragionevoli, verso chiunque reclama regole e valori etici.
Forse l'onda anomala di mail che l'ha investita non le ha dato percezione dei problemi di cui sopra.
Forse erano troppe e le è sfuggito qualche dettaglio.                                             
Se dovesse mai impolverare le sue scarpe per venirmi a trovare (lavoro a pochi metri da lei) le mostrerei quante postazioni di lavoro sono fuori uso. Le potrei mostrare dei lettori infrarossi che non leggono neppure il codice fiscale su web ( è il sistema con cui si controllano i documenti dei clienti).
Una normalissima Farmacia riesce a fare di meglio.
Le mostrerei la diversità delle periferiche, ciascuna con il suo diverso protocollo, diverse in ogni postazione. Dicono che la diversità arricchisce.... forse i ricchi premi dei dirigenti....                                                                                        Chissà, magari si sarebbero potute snocciolare nella sua interpellanza casi e direzioni ove veicolare gli investimenti.  Ad esempio avrebbe potuto chiedere come mai non viene rispettata la circolare della Banca d'Italia che prescrive la presenza delle macchinette per il controllo del falso alle casse ove operano gli sportellisti. A proposito di sportellisti  poiché sono stati riconosciuti "VIDEOTERMINALISTI" avrebbe potuto chiedere come mai nell'azienda il cui unico azionista è il Tesoro non viene rispettata la legge 81/2008, una legge della Repubblica Italiana, in tema di pause visto che è stato siglato un accordo in pejus che prevede 10 minuti di pausa dopo 95 operazioni contabili (ora 140 con il nuovo sistema SDP da cui la sua interpellanza).
Avrebbe anche potuto chiedere, visto che ci si trovava, come mai ci sono tante operazioni che non vengono contabilizzate al fine del raggiungimento della pausa. Mi chiedo se l'onda anomala di mail che l'ha investita ha ringraziato il PD anche per questo (Questo accordo è stato firmato anche dalla Cgil Nazionale parlando di chi è dalla parte dei lavoratori).   
Magari avrebbe potuto interrogare il Governo su un sistema di Budget e di incentivi desueto già dalla fine degli anni '70. Un sistema che regala migliaia di euro a dirigenti piccoli, medi e grandi.
Quanto sopra ha generato un gene impazzito che condiziona le relazioni gerarchiche: "La Pressione".                                                         
Pressione che convoglia tutta l’aria sul collo dei vari sottoposti nella scala gerarchica.
Il principio utilizzato è il concetto della intimidazione, dei controlli e del ricatto quale metodo di gestione delle risorse umane.               
Ciò avveniva, mediamente, nel chiuso delle stanze ora, invece, addirittura alla luce del sole.
Sono tutti indifferenti alla qualità del servizio, contano solo i loro cospicui premi.
Ai lavoratori, invece, propongono solo briciole.... le chiamano incentivi...
E’ del tutto naturale che le risorse, date le condizioni, rivelino comportamenti diffusi avversi agli incentivi e, soprattutto, ai controlli.
Tali avversità sono da connettersi al diffondersi, per i motivi di cui sopra, al prevalere dell’IO rispetto al NOI all’incapacità di essere per l’altro rendendo la comunità aziendale piena di attriti, resistenze, fazioni e corporazioni.
“Il Budget ed i controlli feroci sono legati alla sfiducia, sono il muro invalicabile del riconoscimento del terzo come l’altro rispetto al prossimo”.
In altre parole viene a mancare il raggiungimento della convivenza civile nell’azienda così come già avviene nella società.
Budget e controlli che intendono conseguire una abnorme regressione dei diritti fondamentali dei lavoratori costituzionalmente sanciti, attraverso un premeditato abuso di metodi e sistemi di relazione intimidatori posti in essere mediante un ben più che eccessivo esercizio del potere direttivo riservato all’imprenditore.
E’ di tutta evidenza che il modello adottato da Poste abbia quale teoria sottostante quella dell’agenzia. Essa ha quale fondamento concettuale una visione contrattualistica dell’azienda.
In altri termini l’impresa è considerata, in base a tale concezione, un nesso indistinto di contratti, concependo l’idea della necessità di renderli, per analogia, simili, uniformi, ponendo, in modo fittizio, sullo stesso piano concettuale tutti i diversi tipi di contratti in essere tra l’impresa ed i gruppi di interesse, gli stakeholder, che gravitano intorno ad essa sia nelle relazioni interne che esterne.
Il metodo consiste nell’introduzione di variabili di remunerazione ex-post, in base ai risultati ottenuti.
La logica sembrerebbe di facile comprensione in riferimento all’idem sentire.
Si lega la variabile ex-post al budget, scimmiottando il contratto di agenzia, stimolando, con pressioni esagerate, l’aspetto motivazionale delle risorse umane ed ottenendo così dosi addizionali di valore aggiunto.
Di più, il risultato, secondo questa tesi, è che vengano ad uniformarsi le funzioni obiettivo di tutti gli attori del sistema aziendale: Principale, agente e lavoratore.
Orbene, è da decenni che tale logica è sottoposta a critiche da una parte, certamente non minoritaria, degli economisti più quotati.
Il modello adottato in Poste ha, quale unico risultato, lo spiazzamento delle “motivazioni intrinseche” a favore di quelle “estrinseche” delle risorse umane.
Ciò perché alla base di tale modello vi è la sfiducia. L’asimmetria informativa e contrattuale tra i contraenti.
Quanto sopra è ai più conosciuto, in economia, come “legge di Gresham” in riferimento all’analisi dei fallimenti dei mercati.
Per ovviare ai fattori su cui essa si fonda si effettua il controproducente tentativo di “comprare”, attraverso incentivi e controlli, sentimenti morali quali lealtà, fiducia, reciprocità nonché la capacità di far confluire gli sforzi di tutte le risorse verso il raggiungimento delle medesime finalità. Controproducente perché ha quale unico risultato quello di disidratare completamente la natura stessa nonché il significato che tali valori esprimono.
La letteratura economica è piena di esempi che dimostrano come le risorse rivelino comportamenti diffusi avversi agli incentivi e, soprattutto, ai controlli.
Ecco perché non è possibile accostare sullo stesso piano logico, seppur con artifizi, relazioni di agenzia con le relazioni di autorità.
Quanto sopra non può non portare alla conclusione che tale modello altro non è che una rappresentazione di un uso strumentale della Responsabilità Sociale d’Impresa. Un mezzo orientato esclusivamente al massimo profitto che non può non condurre allo svuotamento del suo stesso significato comportando solo una attività, quella della Responsabilità Sociale d’Impresa, inutilmente costosa per l’azienda e quindi per il contribuente. Personalmente sono affezionato al concetto “normativo forte” della Responsabilità Sociale d’Impresa ove i diritti residuali non siano confinati ad una unica classe, minoritaria, di stakeholder in cui l’etica sia il fine e non il mezzo. Ove gli obiettivi dei diversi gruppi di interesse siano in equilibrio stabile e solidale costituendo il fine stesso, reale, dell’impresa e non il mezzo per il raggiungimento del solo profitto.
Venendo agli utili di Poste Italiane Le confermo, Onorevole, che non sono contro al fatto che essi provengano dai servizi finanziari ed assicurativi e le spiego anche le ragioni del perché.
Poste Italiane Spa è un soggetto giuridico privato da un punto di vista formale ma, di fatto, di proprietà del Popolo Italiano, visto che la medesima è ad oggi ancora totalmente partecipata dal Ministero dell’Economia che detiene il 100% del pacchetto azionario. Percentuale acquisita di recente dopo l’operazione di permuta con Cassa Depositi e Prestiti la quale deteneva il 35% delle quote azionarie.
Pertanto sono i cittadini ad essere portatori e destinatari dei principali diritti in tema di erogazione del servizio pubblico relativo ai servizi postali, il SU (“Servizio Universale”).
A tal proposito si desidera rammentare che si è concesso all’azienda di svolgere i servizi finanziari (Banco Posta) ed assicurativi (Poste Vita) al fine di compensare la quota non coperta con il finanziamento pubblico per l’erogazione del “servizio universale” previsto costituzionalmente e spesso erogato in condizioni di “underpricing”.
Concessione che comunque si è realizzata grazie alle tasse pagate dai cittadini contribuenti e sovrani.
Il D.lgs 261/99 consente a Poste Italiane di stabilire le “condizioni generali di servizio” e al Ministero delle Comunicazioni la supervisione e la vigilanza sulle stesse.
Nei termini esposti i rappresentanti politici eletti dai cittadini nei due rami del Parlamento sono di fatto estromessi dalla possibilità di intervenire a favore dell’adempimento di un diritto sancito dalla Costituzione e di questo, gentile Onorevole, dovrebbe essere contrariato anche Lei.  Non ci si vuole soffermare, in questa sede, su tecnicismi che dovrebbero essere ben noti. Soltanto evidenziare che con l’accordo del 15/9/2006 tra azienda Poste e tutte le OO.SS firmatarie del CCNL, quelle concertative per intenderci, si è dato luogo ad una riorganizzazione del servizio di recapito che al termine di tre distinte fasi del processo produce una separazione totale tra recapito ed uffici postali.
In altri termini viene meno la legge che prevedeva il ritiro della posta inesitata (lettere fino a 2 kg e pacchi fino a 30 kg) dai circa 10.000 uffici postali ai circa 1000 CPD (Centri Primari di Distribuzione) estendendo tale modello già in uso nei grandi centri urbani anche ai comuni delle Province.
In questo modo si realizza, de facto, una nuova definizione del “Servizio Universale” che vuole una concentrazione geografica dei centri di recapito con diseconomie per i cittadini appartenenti alle fasce sociali più deboli (questo Onorevole dovrebbe interessarla). Infatti se nelle città la mobilità pubblica consente, bene o male, il raggiungimento dei CPD, dei CSD (Centri Secondari di Distribuzione che dipendono dai CPD) e dei PDD (Presidi Decentrati di Distribuzione che non sono altro che i vecchi Uffici Postali comprensivi del servizio di recapito quali ad esempio, per la città di Roma: Cinecittà Est, Roma Appio, Prati, Trullo, Ostiense ecc.) nella provincia occorre percorrere molti km e/o diversi paesi senza tener minimamente in considerazione le diverse condizioni dei costi nonché nell’erogazione del servizio di trasporti pubblici,  della diversa conformazione geografica e della viabilità che impediscono alle fasce sociali più deboli ( anziani, disoccupati e disabili) realizzando nei fatti esattamente il contrario dei fini prefissati dalla nostra  Costituzione:
“Consentire ai cittadini di fruire del “SU” (Servizio Universale) a parità di condizioni e senza discriminazioni di sorta”.
Inoltre la concentrazione dei centri di recapito e la sempre più profonda separazione dell’integrazione tra servizi postali, da una parte, e servizi finanziari ed assicurativi dall’altra costituisce le premesse per spezzare proprio la caratteristica che rende Poste Italiane unica nel mondo occidentale. Essa ha costituito nella storia del nostro Paese un modello economico e di funzione sociale aggregante e premiante in termini di tutela dei risparmi e di integrazione sociale dei cittadini contribuenti e sovrani. Un sistema integrato che ha realizzato negli ultimi dieci anni, nonostante tutte le interferenze, le frizioni nonché l’invadenza di abusi privati interni negativi di molteplici gruppi di interesse politici e corporativi esterni tipici del malcostume del nostro Paese, una serie eccellente di utili di bilancio conseguenti al progresso evolutivo del progetto industriale.
La direttiva europea sulle liberalizzazioni dei servizi postali  2008/6/CE che modifica la direttiva 97/67/CE fotografa, come sistema di base per la realizzazione degli obiettivi in essa contenuti, un modello di favore per la similitudine del sistema industriale postale dei paesi nord europei.
Una direttiva che recepita avvantaggia i gruppi dei paesi con economie solide rispetto a quelli con economia soggetta a un eccessivo debito pubblico. Ci si riferisce alle ragioni di chi rivendica una maggiore, in termini di qualità e quantità, considerazione dei rapporti politici contrattuali italiani in ambito comunitario.
Annosa questione esistente ancor prima della realizzazione moneta unica.
Un esempio tra molti era la questione degli ICM (IMPORTI COMPENSATIVI MONETARI) nella PAC (POLITICA AGRICOLA COMUNITARIA) un sistema di sovvenzione all’esportazioni e di tasse sulle importazioni dei paesi comunitari a moneta forte che seppur in obiettivo aveva la neutralizzazione del tasso di cambio di fatto avvantaggiava le produzioni e gli allevamenti dei paesi transalpini.
In altri termini Poste Italiane è si una impresa di corrispondenza dedita all’erogazione del “SU” ma è nel contempo un’azienda multi servizi integrati in molteplici rami di attività al punto tale da realizzare quelle economie di scala che gli consentono di compensare la differenza tra il contributo dello Stato per l’onere del “SU” e l’onere complessivo di sostenibilità del “SU” medesimo.
Di più, tali servizi ed attività di produzione evidenziano una sinergia tale che nonostante i conflitti di interesse di un intero sistema di gestione gerarchica e le sistematiche interferenze politiche, economiche e sindacali (NB. Vedi art. “Posto Prioritario” di Riccardo Bocca 16/9/2005 ma la situazione è molto peggiore) è stato capace condurre l’azienda a molteplici e consecutivi utili di bilancio.
Si ritiene in questa sede sottolineare che una liberalizzazione che segue il modello delle aziende postali europee vada rivista in chiave di reciprocità. Infatti non si vede il motivo di consentire una concorrenza in Italia da parte di aziende che nel loro stesso paese non consentirebbero l’accesso a PI e su tale versante la normativa comunitaria ci appare decisamente insufficiente ed ambigua.
Altresì ci sembra inopportuno oltre che di difficile applicazione ogni modello (matematico o contabile di cui la Commissione disporrà certamente di ampia documentazione) studiato (e/o proposto sino ad ora) di traslazione e di calcolo dell’Onere del Servizio Universale dallo Stato ai concorrenti che intendano entrare in gioco sull’ “assegnatario” italiano (gli economisti usano l'accezione "incumbent") che per contro è obbligato a rispettare il “SU”.
Quanto sopra deriva da una convinta opinione che sia, in primo luogo, del tutto impossibile impedire comportamenti opportunistici dei concorrenti medesimi (ad es. quelli che opererebbero a livello regionale dichiarando di non svolgere il SU non dovrebbero sopportare i costi in entrata) per via di asimmetrie informative ed imperfezioni del mercato.
L’altro aspetto della summenzionata opinione deriva dal fatto che tutti i modelli studiati per analogia con il comparto delle telecomunicazioni è che l’utente finale del SU non paga per accedere alla rete. In altri termini chi riceve la posta non ha un doppino telefonico che consente agevolmente la contabilità di chi è connesso o meno alla rete.
Più interessante semmai,  al fine di salvaguardare i livelli occupazionali, sarebbe un nuovo impulso istituzionale a rafforzare il rapporto commerciale tra Poste e Trenitalia (per cui è già in essere una NewCo) al fine di dare un asset più solido al settore della logistica capace di intercettare i trasporti dagli hub aereopotuali ai centri urbani.
Orbene, un recepimento immediato della direttiva comunitaria, per come sono strutturate le aziende postali tedesche ed olandesi, spiazzerebbe una tale potenzialità di Poste Italiane.
Tema delicato quest’ultimo in quanto ciò che si teme è una frammentazione della rete ferroviaria che consenta da un lato il regalo dell’alta velocità ad una azienda che ha beneficiato per interi decenni, nel comparto auto, di impressionanti aiuti statali ed ora sta restituendo solo disoccupazione ed ingenti oneri, in termini di cassa integrazione, alla collettività.
Dall’altro si cederebbe una grossa fetta del mercato italiano a quelle aziende (ad es. Dhl e TNT) fortemente avvantaggiate nella logistica internazionale.
Ultima considerazione in tema di liberalizzazioni e privatizzazioni concerne la normativa inerente i gruppi di imprese.
Al fine di predisporre una reale tutela dell’occupazione a fronte di liberalizzazioni/privatizzazioni selvagge e cessioni abusive di rami d’azienda degna di nota, inoltre, sarebbe una vostra proposta di legge in tema di cessione che induca a reintrodurre il consenso del lavoratore ceduto in caso di trasferimento forzato con una nuova modifica all’art. 2112 CC.
Una concomitante modifica dell’art. 2497 in termini di responsabilità diretta in capo alla controllante, sia essa italiana o straniera, per le obbligazioni assunte dalle controllate qualora queste non siano più in grado di adempiere ai propri doveri. Specifica previsione di tutele nei confronti di tutti i dipendenti e rappresentanza sindacale rafforzata a livello di gruppo e non di singola società.
Si tratta, in sostanza, di attribuire delle responsabilità dirette alle società che controllano altre società, meccanismo meglio conosciuto come “gioco delle scatole cinesi”.
Infine l’adeguamento dell’art. 2359 CC che definisce la nozione di controllo poiché per attribuire responsabilità dirette alla capogruppo è necessario che essa sia controllante.
Si ritiene necessario pertanto modificare anche la nozione di controllo contenuta nell'articolo per renderla più funzionale alle reali dinamiche di mercato.
Uno degli errori maggiori in relazione alla natura codicistica che regola la nozione di controllo e di gruppo.
La scelta di mantenere l’autonomia giuridica nei rapporti infragruppo, privando la norma circa la possibilità di intervenire riconoscendo l’unidirezionalità del gruppo e quindi la responsabilità in capo alla controllante anche in caso di controllo “forte”.
Quanto sopra comporta in buona sostanza la totale assenza di tutele per gli azionisti di minoranza e per i lavoratori favorendo, specialmente nel secondo caso, comportamenti opportunistici, di sfruttamento e speculativi da parte della capogruppo che esercita di fatto il controllo.
Parlare di Spin-off, Onorevole, significa non aver chiara la sinergia esistente tra le diverse aree di business di Poste Italiane.
Chiedere una celere attuazione di separazione dei bilanci significa trascinare nuovamente Poste ad una condizione di impresa in perdita che, come immediata conseguenza, legata anche alla congiuntura, si vedrebbe costretta a procedere alla chiusura di sportelli ed ai licenziamenti sia nel recapito che nel settore Banco Posta.
Comunque trattasi di una richiesta che non ha alcuna logica avanzare senza che prima venga concessa la licenza bancaria retail e non a Banco Posta Spa.
Tecnicamente questa sarebbe una soluzione auspicabile ma non si vede l'utilità che ne deriverebbe al Paese. Separata dalle diverse aree di business sarebbe una normalissima banca privata che agirebbe e reagirebbe secondo logiche di convenienza economica privatistica, razionalizzando sportelli e ristrutturando posti di lavoro.
Aprire ai capitali privati comporterebbe modestissime entrate allo Stato senza che l'azienda ed il mercato colgano benefici reali  in termini di efficienza, dinamismo ecc. ecc.
Per ciò che concerne coloro che hanno storto il naso in relazione alla Sua interpellanza le assicuro, Onorevole, che non sono pezzi del sindacato vicini al management le parole della presente.
Anzi, sono formalmente, almeno dovrebbero, meno distanti di quanto Lei, Onorevole, possa mai immaginare.
Non ho letto altre doglianze oltre la mia e comunque la coincidenza non potrebbe mai definirsi tale semplicemente perché non coinciderebbero le ragioni di base.
Quanto alle critiche al management dubito fortemente che Lei o il Suo Partito sia davvero proteso in tal senso.
Comunque, per essere cristallino, l'unico che non attaccherei mai (le garantisco che non è per piangeria o "leccaculismo") è l'Ing. Sarmi. Egli è il manager che ha creato la Tim Spa allora un gioiello di azienda prima che vi mettessero mano Colaninno e Tronchetti Provera. Grazie al suo amico e collega di partito Tiziano Treu ho subito solo 16 anni di precariato e ne ho girate tante di aziende ma mai più ho rivisto l'azienda perfetta. Mi riferisco alla 626 di allora, alle relazioni gerarchiche ed alla formazione.
Le parole di cui sopra sono il motivo per il quale dirigenti genuflessi a quel pezzo di sindacato cui Lei si riferisce si sono posti contro di me come acerrimi nemici.
A sorpresa, e con mio assoluto stupore, l'unico a condividere le parole di cui sopra è stato il medico competente che mi ha sottoposto alla visita oculistica nel marzo 2011 raccontandomi che sulla Tim Spa ed in particolare sul palazzo ove avevo prestato servizio per tre anni egli aveva realizzato la sua tesi di laurea (allora legge 626).
L'ing. Sarmi poi, da quando è venuto in Poste Italiane non ha sbagliato un business e di questo gli dobbiamo almeno il grazie. I miei unici dubbi riguardano la Banca del Mezzoggiorno e su ciò che Tremonti aveva in mente di fare ma questa è una questione a parte.
Personalmente non ho alcun legame con l'AD (ed il mio ruolo in azienda garantisce per me) a fortiori con i dirigenti sottostanti e soprattutto circostanti ma un cavallo vincente, di razza direi, non lo sostituirei facilmente.
Se proprio vogliamo rendergli un servizio leale dovremmo liberarlo da chi lo limita fortemente e che, questa forse si che è una coincidenza, si tratta proprio di quei pezzi di dirigenti limitrofi a quel sindacato cui lei si riferisce che gli impediscono, a mio modesto avviso, di realizzare la sua totale potenzialità alla guida di Poste.
Non è questo un tema a cui io sia particolarmente appassionato ma visto che è Lei, Onorevole, a porsi quale elemento di spicco di una forza politica che vuole essere di governo mi sembrava opportuno esprimerle il mio modesto punto di vista in merito.
Quanto a chi rappresenta cosa e chi, gentile Onorevole, al suo posto sarei più prudente dal momento che da Parma vi è giunto un messaggio chiaro e forte.
Per ciò che mi concerne ho solo espresso il mio modesto e confutabile parere nonché quello di un limitato gruppo di opinioni di normalissimi colleghi sportellisti.
Le analisi e le deduzioni politiche le lascio a Lei che certamente ha l'esperienza, i mezzi e le strutture a disposizione adatte al caso dal momento che sarà lei e non io a misurarsi alle prossime elezioni.
Cordialità
                                                                          Roberto Motta





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