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Autore Discussione: Sindaci contro Poste e Sindacati che hanno deciso chiusure Uffici Postali  (Letto 3791 volte)
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ANDR3A
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« inserito:: Gennaio 13, 2013, 11:55:52 »


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luca_1966
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« Risposta #1 inserito:: Gennaio 13, 2013, 13:24:32 »

10/1/13
http://blog.giovanisi.it/2013/01/10/da-marzo-arriva-ecco-fatto-sono-uffici-postali-sostitutivi/


DA MARZO IN TOSCANA ARRIVA “ECCO FATTO”: UFFICI POSTALI SOSTITUTIVI - Nuovo servizio in 74 località

Da marzo apriranno in Toscana i nuovi uffici “Ecco fatto”, servizio sostitutivo degli uffici postali chiusi da Poste Italiane in 74 località sparse per la regione. Qui sarà possibile inviare pacchi, raccomandate e pagare i bollettini. Saranno offerti anche alcuni servizi comunali. In Valdarno la chiusura ha riguardato le poste di Moncioni (Montevarchi), Montegonzi (Cavriglia), Pietraviva (Bucine), Vallombrosa (Reggello) e San Donato in Collina (Rignano).

Il nuovo servizio è stato reso possibile dalla collaborazione fra Uncem Toscana, che già stava sperimentando in dieci località montane questo tipo di ufficio; Regione Toscana, che metterà a disposizione le risorse necessarie; e i comuni interessati, che invece forniranno le sedi per il servizio. “Cerchiamo di dare una risposta forte ai tagli – ha commentato il consigliere regionale Enzo Brogi – utilizzando risorse giovani, che possono così trovare un primo ingresso nel mondo del lavoro”. Non è stata ancora trovata una soluzione per il problema della riscossione della pensione. Uncem sta lavorando, anche insieme ad alcune banche, per verificare se ci possano essere soluzioni alternative. Se ne riparlerà, comunque, più avanti.

Per i servizi di tipo comunale, si ipotizzano punti di accesso internet (Paas) per consultazione, ad esempio, della propria posizione contributiva; attivazione della carta sanitaria; acquisto di biglietti per autobus o treni; prenotazioni Cup e attività di vario genere dell’Urp, l’Ufficio relazioni con il pubblico dei comuni. “L’elenco dei servizi – ha spiegato Oreste Giurlani, presidente Uncem Toscana – è potenzialmente molto lungo: sceglieremo quelli necessari zona per zona, con incontri pubblici insieme all’amministrazione comunale e ai residenti delle frazioni”.

_ _ _ _

Civitella in Val di Chiana, 12 gennaio 2012
http://www.valdichianaoggi.it/comunicati/dai-comuni/ciggiano-il-sindaco-menchetti-poste-italiane-ha-chiuso-perfino-la-cassetta-postale.-atto-inaccettabile-7109635.html


<<POSTE ITALIANE CHIUDE PERFINO LA CASSETTA POSTALE. INACCETTABILE

Ginetta Menchetti, Sindaco di Civitella in Val di Chiana, ha scritto oggi a Poste Italiane. Di seguito il testo della lettera: "E' con grande stupore che apprendo la notizia della chiusura, dopo quella dell'ufficio di Ciggiano, persino della sua cassetta postale. Prendo atto che Poste Italiane ha completamente ignorato la protesta di un paese che lo scorso anno ha promosso una petizione popolare e di un'intera comunità che con le mie precedenti comunicazioni ho cercato di tutelare. La chiusura della cassetta postale è l'ultimo atto davvero inaccettabile. Vi chiedo di ripristinare l'utilizzo della cassetta mentre farò verificare da un legale la domanda che si pongono i residenti e cioè se possa configurarsi, nelle vostre azioni, il reato di interruzione di pubblico servizio.">>.
« Ultima modifica: Gennaio 13, 2013, 13:25:13 da luca_1966 » Registrato
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« Risposta #2 inserito:: Gennaio 13, 2013, 15:54:24 »

Le solite bufale.
Un comune di 9000 abitanti con 4-5 uffici postali, era logico chiuderne qualcuno.
Cap 52041 ricerca ufficio postale sul sito http://www.poste.it/online/cercaup/ e viene fuori l'elenco.
E' ovvio che un comune con 10 frazioni sia svantaggiato orograficamente, ma 5 uffici sono veramente un esagerazione per 9000 abitanti.
« Ultima modifica: Gennaio 13, 2013, 16:05:10 da luca1957 » Registrato
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« Risposta #3 inserito:: Gennaio 13, 2013, 18:34:14 »

E' ovvio che un comune con 10 frazioni sia svantaggiato orograficamente, ma 5 uffici sono veramente un esagerazione

Spiegalo a chi non ha la macchina, la patente o comunque la possibilità di andare in un'altra "frazione".

E comunque aldilà della tua opinione, che non condivido, la sufficienza con cui consideri la drastica diminuzione dei servizi è un insulto a tutti i cittadini, anche quelli che non risentono direttamente del problema.
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« Risposta #4 inserito:: Gennaio 13, 2013, 19:50:31 »

non sono tanto d'accordo con le chiusure ma solo perche ci rimettiamo dei posti di lavoro,

MA, per quanto riguarda la clientela:

come fa uno che non ha la macchina, la patente o comunque la possibilità di andare in un'altra "frazione". per recarsi, per esempio in una farmacia, una banca, un cinema, il comune, ecc. ecc. ecc. ?
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« Risposta #5 inserito:: Gennaio 13, 2013, 20:12:02 »

Protesterei anche contro la chiusura delle farmacie... e ho una gran nostalgia dei negozietti di quartiere e delle vecchie sale cinema di paese....
Non sono "un conservatore"... ma sono per "conservare" le cose utili.
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« Risposta #6 inserito:: Gennaio 13, 2013, 20:51:16 »

10 frazioni, 3 sportelli bancari.
Puoi non essere d'accordo come non lo sono io con te e la cosa non mi tocca e non mi urta.
Io ho solo constatato, dati alla mano, che in un comune formato da 10 frazioni più o meno equidistanti fra loro vi sono 4-5 sportelli postali.
Forse ti interssa sapere che sempre guardando dati e popolazioni residenti, in molti comuni che superano i 10.000 abitanti c'è un solo ufficio postale.
Dove ho lavorato per 20 anni Cascine Vica frazione di Rivoli per 25.000 abitanti c'è un solo ufficio postale, se vuoi posso continuare, ma non credo sia il caso.
Combattere per evitare l'eleiminazione di un servizio è una buona causa solo se questa è coerente coi termini del servizio e l'etica dell'azienda.
Avere 3 uffici in un solo comune di 9000 anime non è in contrasto col servizio universale, anzi se ben guardiamo si potrebbe probabilmente scendere a una solo senza violare i termini del servizio.
Ripeto che la logica del taglio è corretta se la guardiamo dal punto di vista di una azienda come la nostra.
E' ovvio che se il punto di vista è quello del sindaco la cosa cambia parecchio, con tutte le ricadute del caso.
Per cui non sono io che devo spiegarlo ai senza patente/auto.
Per finire la mia opinione è dettata da dati e logiche di mercato. Bufala e la notizia che non riporta con correttezza la questione nella sua interezza.
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« Risposta #7 inserito:: Gennaio 13, 2013, 22:00:13 »

Protesterei anche contro la chiusura delle farmacie... e ho una gran nostalgia dei negozietti di quartiere e delle vecchie sale cinema di paese....
Non sono "un conservatore"... ma sono per "conservare" le cose utili.
protestare è un diritto, il fatto è che lo si fa per abitudine, quasi fosse una cosa dovuta..

pura utopia, un cinema che fa due spettatori al giorno non dura molto, a meno che chi lo gestisce non lo faccia gratis o in perdita.

tu lavoreresti gratis?.

in tutti i casi non hai detto come fa uno in quelle condizioni a recarsi al cinema o in comune o in farmacia nella cittadina, o frazione, vicina.

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« Risposta #8 inserito:: Gennaio 14, 2013, 17:17:21 »

Ripeto che la logica del taglio è corretta se la guardiamo dal punto di vista di una azienda come la nostra.

Appunto. Il punto di vista dell'Azienda. Ma il punto di vista di un lavoratore o di un utente può non essere lo stesso, poichè, spesso gli interessi dell'Azienda sono contrapposti a quelli dei lavoratori e degli utenti.

Sono comunque d'accordo sul fatto che i fatti, come tu giustamente fai notare, siano riportati in maniera incompleta. Si tratta probabilmente della solita ricerca da parte dei giornalisti del "sensazionale" o, peggio, della volontà di compiacere i sindaci.
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« Risposta #9 inserito:: Gennaio 14, 2013, 17:32:30 »

in tutti i casi non hai detto come fa uno in quelle condizioni a recarsi al cinema o in comune o in farmacia nella cittadina, o frazione, vicina.
Ci vanno con maggiore fatica o, a volte, non ci vanno proprio.
Se questo fosse dettato da una scelta di responsabilità (inquinare meno, per dirne una a caso...) sarebbe forse per me condivisibile, ma che sia una scelta fatta dai megadirigenti di una delle Spa più grandi d'Italia, in collaborazione coi sindacati (che millantano di tutelare i nostri diritti), è per me inaccettabile.

tu lavoreresti gratis?.
Molte cose, anche nella pessima (secondo me) società in cui viviamo sono comunque gratuite, garantite e di buona qualità, senza che per questo ci sia gente che lavora gratis.


Non sono utopie, sono scelte.
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« Risposta #10 inserito:: Gennaio 14, 2013, 18:09:42 »

beh, non credo a quello che dici, e facilmente non ci credi neppure tu, ma deve essere questa la risposta, in linea con quello che hai detto prima.

quelli che non hanno la patente in certi posti ci vanno accompagnati da chi ce l'ha. amici, parenti, corriera, taxi, dipende dall'opportunità.

del resto nessuno ha mai brontolato perche il comune non ha uno sportello in ogni frazione. il comune come la provincia, come la regione, come una banca ecc ecc ecc.

ovviamente è un problema in piu per loro, ma non credo che si possa istituire un servizio di autobus per servire una singola famiglia in un posto sperduto di una montagna. come non si puo mettere un ufficio postale per una decina di operazioni al giorno.

questa è un po come la questione della gente in coda: gli italiani fanno un casino della madonna se fanno la fila in posta ma in banca non senti volare una mosca.
niente bambini starnazzanti, niente telefinini accesi, niente persone che si lamentano, si metto uno dietro l'altro e aspettano, pazienti, e sai perchè? perchè li non è un ufficio postale.

e non parliamo poi del recapito.


quelle cose che tu ritieni gratuite, caro mio, non lo sono, te lo fanno solo credere, sono pagate da tutti noi, e magari sono pure piu care delle altre, ma non te ne accorgi perche credi siano gratis.

la cosa comunque è solo una questione di decidere che cosa è la posta. una società privata o un servizio di stato. per quello che ne so ora siamo una società per azioni, che deve fare utili, non puo o non vuole essere piu quel baraccone politco/finanziario che era prima.

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« Risposta #11 inserito:: Gennaio 14, 2013, 18:31:58 »

forse è il fatto che qua da me spesso e volentieri c'è 1 solo ufficio (e spesso a giorni alterni) e i pensionati devono sbattersi da sempre (sbattersi anche per più di 20 km) e lo fanno con o senza patente, con o senza auto...forse è il fatto che lo si è sempre fatto o l'arte dell'arrangiarsi ma trovo logico l'intervento di Luca in ciò..... per cui perchè tenere 2 o + uffici per 9000 abitanti là e qua chiuderli quasi tutti a giorni alterni "per far quadrare il bilancio"....
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« Risposta #12 inserito:: Gennaio 14, 2013, 18:41:47 »

beh, come sempre in italia le cose vanno come vanno. ci saranno realta in cui è giusto chiudere e realtà in cui è una cavolata farlo.

la cosa credo sia piu facile di quello che sembra, basterebbe fare come in certi paesi del mondo  dove il negozio di frutta e verdura del posto funge anche da recapito  e ufficio postale.

in alcuni stati lo fanno, perchè non anche qui. certo che cosi non ci sarebbe bisogno di 150000 dipendenti,  o di 14000 uffici quindi......... non andrebbe bene neppure cosi, ovviamente ci sarà chi si lamenta che le poste non assumono piu.
« Ultima modifica: Gennaio 14, 2013, 18:42:27 da gianni il vecchio » Registrato

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« Risposta #13 inserito:: Gennaio 14, 2013, 19:00:07 »

ai sindaci, ovviamente non a tutti, bisognerebbe far presente che le loro strade sono a volte prive di numeri civici, o del nome all'inizio della via.

che i suoi cittadini non usano le cassette per la posta, che usano indirizzi sbagliati, che sono prepotenti, che pretendono anche cose a cui non hanno diritto. i sindac, come i loro cittadini dovrebbero anche rispettare quel servizio che pretendono e regolarizzare le lo città o frazioni secondo la legge in vigore.
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« Risposta #14 inserito:: Gennaio 14, 2013, 22:39:58 »

Per noi che a Torino siamo abituati ad avere le targhe coi nomi delle vie a ogni incrocio, (sui quattro lati dell'incrocio, che potrebbe sembrare un esagerazione) e andare poi a recapitare in paesi di cintura che a mala pena ne hanno una a inizio strada è un disagio impressionante.
Per non parlare della numerazione dei civici che spesso mi spaventa.
Eppure pare che la toponomastica sia una cosa astratta per la maggior parte degli 8000 comuni d'Italia.
Comunque sarebbe ora di iniziare a correggere un dato, i 14.000 uffici sono si e no 13.000 di cui circa il 15% fa orari ridotti o aperture alternate.
Nella realtà se considerassimo anche questi pseudo servizi gli uffici effettivamente aperti sarebbero si e no 10.000.
Eppure l'azienda strombazza a destra e a manca il dato dei 14.000 come se fosse reale.
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« Risposta #15 inserito:: Gennaio 15, 2013, 08:17:02 »

dove hai preso questa cifra? 13000
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« Risposta #16 inserito:: Gennaio 15, 2013, 18:39:11 »

Ti è sfuggita la notizia della chiusura di circa 1000 uffici qualche mese fa?
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« Risposta #17 inserito:: Gennaio 15, 2013, 18:47:46 »

Ti è sfuggita la notizia della chiusura di circa 1000 uffici qualche mese fa?

probabilmente si. ma comunque 13 o 14 non è che la cosa cambia molto.
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« Risposta #18 inserito:: Gennaio 15, 2013, 21:03:43 »

No infatti, ma se invece consideriamo gli uffici "pieni" come l'azienda considera le teste "piene" che chiama FTE (Full Time Equivalent) il discorso si fa interessante.
se abbiamo un 15% di uffici che non fa orario pieno vuol dire che abbiamo all'incirca 10.000 in toto secondo statistica che fanno orario pieno.
Come le teste, quando si fanno assunzioni a termine di 1, 2, 3 mesi parte di queste persone vengono assunte part-time al 50% il che vuol dire che per fare una testa piena ne occorrono due visto che entrambi svolgeranno il loro servizio per 18 ore (18x2=36=1 FTE).
Nel caso degli uffici il calcolo è il medesimo. Se abbiamo due uffici che aprono x 3 ore e fanno orario ridotto, nell'insieme il totale dà 1 ufficio pieno. Stessa cosa dicasi per quelli ad aperture alternate, uno il lunedì, mercoledì e venerdì e il secondo per il resto dei giorni pari, sempre 1 ufficio pieno è.
Visto che la capacità di raggranellare conti, carte, investimenti per cui di fare fatturato è data dalla presenza sui territori e considerando che i primi tre gruppi, Intesa serve circa 11 milioni di clienti con 5.800 filiali, Unicredit 8 milioni con 3.700 punti vendita, Mps oltre 6 milioni con 2.900 filiali arriviamo a comprendere come la contrazione dei nostri uffici postali sia quasi un regalo alle banche. Cosa che non dovrebbe essere vista la "convenienza" dei nostri prodotti rispetto ai loro.
E' evidente che proseguire su questa strada è rischioso, ma al tempo stesso anche le banche in questi ultimi anni hanno tagliato selvaggiamente le loro delegazioni sui territori, solo Intesa ha chiuso oltre 1000 sportelli nell'ultimo quinquennio. Nonostante tutto ritengo che i tagli da noi siano coerenti come dicevi tu sul fatto che tenere aperto un ufficio che fa 10 operazioni al giorno non sia sostenibile.
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